15/10/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



Gli attivisti avrebbero confessato dietro violenta tortura

Undici attivisti, tra cui un monaco birmano, sono stati condannati a pene detentive dai cinque ai dieci anni di reclusione da una corte del distretto di Rangoon. Tre dovranno scontare dieci anni perché accusati di aver violato sia la legge sugli esplosivi che quella sulle associazioni illegali. Capo d'accusa, quest'ultimo, imputato alle altre otto persone, condannate quindi a cinque anni.
La corte si è riunita all'interno del carcere Insein e ha condannato in contumacia due monaci buddisti, Ashin Pyinnya Jota e Ashin Sandardika. Questi ultimi sono entrambi membri di All Burma Monks Alliance (Abma), l'organizzazione religiosa che ha avuto un ruolo di primo piano durante la 'rivoluzione zafferano' e che oggi si impegna a sostenere i monaci buddisti birmani anche fuori dai confini del Paese. Tre degli attivisti, Ashin Sandimar, Wunna Nwe e Tun Lwin Aung stavano già scontando pene comprese tra gli otto e i 13 anni per aver violato le norme sull'associazionismo. Assistance Association for Political Prisoners (Aapp) ha condannato con forza le sentenze. Secondo l'associazione con sede in Thailandia, le ammissioni di colpevolezza da parte degli imputati sarebbero state ottenute attraverso "ripetute torture durante gli interrogatori".

Secondo le testimonianze raccolte dall'agenzia birmana in esilio 'Irrawaddy', nell'ultimo mese numerosi attivisti politici, anche reclusi, avrebbero tentato di organizzare iniziative per ricordare il secondo anniversario dalle rivolte pacifiche condotte dai monaci buddisti nell'autunno del 2007. Iniziative, però, che si sono scontrate con la repressione militare birmane. Dall'inizio di settembre a oggi, infatti, almeno 30 monaci buddisti sarebbero stati arrestati dalle forze di sicurezza per evitare possibili manifestazioni di piazza. Secondo Aapp, sono 224 i monaci tra i 2.119 prigionieri politici detenuti nei penitenziari dell'ex-Birmania. All'inizio di settembre, l'Spdc (State Peace and Development Council, il governo birmano), ha concesso un'amnistia, ma tra i 7.114 detenuti liberati solo 127 sono da considerare prigionieri politici. Tra questi, anche quattro monaci.

Categoria: Guerra
Luogo: Myanmar