15/10/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



La scacereazione era stata richiesta dalla Human Rights Association, guidata dal figlio di Gheddafi

Il governo libico ha deciso oggi la scarcerazione di 88 detenuti accusati di far parte di un'organizzazione terroristica islamica che ha complottato per rovesciare il governo del colonnello Muammar Gheddafi

La liberazione è stata decisa in seguito alle richieste di un'organizzazione per i diritti umani, la Human Rights Association, capeggiata del figlio del leader libico, Saif al Islam. "Ci congratuliamo con tutti gli avvocati che lavorano in difesa dei diritti umani per la liberazione di 45 membri del Libyan Islamic Fighting Group (LIFG ) e 43 affiliati ad altri vari gruppi jihadisti" ha scritto in un comunicato l'associazione.
La liberazione dei militanti islamici sembra la conseguenza dei colloqui che da due anni sono in corso fra il governo e il leader del Libyan Islamic Fighting Group, Abu Salim, per i quali il movimento dovrebbe impegnarsi ad abbandonare la lotta armata. In passato il governo libico aveva già liberato in diverse occasioni altri 130 militanti. Il gruppo si era reso responsabile, soprattutto negli anni '90, di numerosi attentati come parte di un progetto di destituire il colonnello Gheddafi.
Secondo i servizi di sicurezza libici, il gruppo sarebbe stato corteggiato da al-Qaeda affichè entrasse a far parte della sua ala nordafricana senza risultato.
Secondo fonti della polizia, resterebbero ancora in carcere 40 esponenti del LIFG e 11 appartenti ad altri movimenti jhadisti.

 

 

Categoria: Diritti, Politica
Luogo: Libia