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Lo Stato d'Israele è colpevole di detenere 335 palestinesi illegalmente, in violazione del diritto internazionale e delle convenzioni in difesa dei diritti dell'uomo.
Questo è quanto sostiene un rapporto, reso noto oggi, diffuso da due organizzazioni non governative israeliane, B'Tselem e HaMoked.
Accuse gravissime quelle che le due ong muovono al sistema giudiziario israeliano, ritenuto colpevole in molti dei casi monitorati di detenzione ingiustificata senza processo che si protrae per anni.
''I militari israeliani detengono per lunghi periodi cittadini palestinesi solo in base a un sospetto, senza informarli rispetto alla loro situazione, privandoli della possibilità di difendersi e senza notificargli gli atti a loro carico o la data di scadenza dei termini di detenzione'', denunciano gli esperti delle due organizzazioni.
Questo tipo di carcerazione, chiamata 'detenzione amministrativa' dalla giustizia israeliana, viene definita dagli attivisti israeliani un inaccettabile ''limbo giuridico'', nel quale tanti palestinesi sono stati sprofondati.
Il governo israeliano, dal canto suo, si è sempre difeso giustificando questa procedura con i gravi motivi di sicurezza nazionale che gravano sul Paese.