13/10/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



L'ex leader serbo bosniaco accusato di genocidio e crimini contro l'umanità chiede un rinvio per preparare la sua difesa

Radovan Karadzic, l'ex leader serbo bosniaco accusato di crimini di guerra e genocidio, non si presenterà di fronte al Tribunale Penale Internazionale per l'ex Jugoslavia se non gli verrà concesso tempo sufficiente per preparare la sua difesa. A comunicarlo sono stati i legali dello stesso Karadzic a pochi giorni dall'inizio del processo fissato per il 21 ottobre prossimo e definito dall'ex militare "una farsa". Dopo la presentazione di un'istanza di rinvio del processo da parte della difesa il presidente della corte O-gon Kwon ha dichiarato che valuterà la possibilità di uno slittamento se i giudici d'appello non si esprimeranno sulla richiesta di Karadzic entro domani. Oggi l'ultimo colpo di scena con la consegna del documento al tribunale in cui i legali dell'imputato hanno fatto sapere che non parteciperanno a un "processo farsa" se non sarà garantito al loro assistito il tempo necessario "per prepararsi al processo che stabilirà in modo completo e giusto quel che è accaduto in Bosnia e chi ne è responsabile". Karadzic, accusato del massacro di ottomila musulmani a Srebrenica nel 1995, era stato arrestato l'anno scorso a Belgrado con l'accusa di genocidio e crimini contro l'umanità. Dal giorno dell'arresto ha fatto sapere che affronterà il processo da solo con l'ausilio di un gruppo di legali. Nell'ultimo documento presentato oggi gli avvocati dell'uomo sostengono che l'ex leader respinge tutti i capi d'accusa a suo carico e che "non vede l'ora di presentarsi di fronte alla corte per dire la verità in merito a quanto accaduto in Bosnia". Tuttavia Karadzic si è detto non d'accordo con l'avvio di un processo che si prospetta ingiusto sin dal suo esordio, dal momento che, si legge nella nota, "solo una delle parti avrebbe l'opportunità di preparare e presentre la sua versione dei fatti"