24/10/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



Al confine tra Usa e Messico sono in forte aumento gli arresti di migranti cinesi

Un po' per colpa della crisi economica negli Usa, un po' per i più severi controlli alla frontiera, negli ultimi due anni gli attraversamenti illegali di migranti al confine tra gli States e il Messico sono diminuiti. Ma c'è una categoria di clandestini in forte aumento: i cinesi. Per una serie di ragioni, tra cui quella di essere "la merce" che rende di più ai trafficanti di persone.

Nel settore della Border Patrol di Tucson, nel deserto dell'Arizona e una delle rotte privilegiate - nonché più pericolose - per il contrabbando, da gennaio ad agosto sono stati arrestati 261 cinesi, contro una media annuale di 32 negli ultimi quattro anni. Rimane una briciola rispetto al totale di 226.000 arresti effettuati nella zona, con i messicani sempre in larga maggioranza. Ma l'aumento del mille percento è ancora più significativo se si considera che gli arresti complessivi sono calati del 24 percento rispetto all'anno scorso. A livello nazionale, poi, i cinesi arrestati fino ad agosto sono 1.221, ampiamente sopra i circa 700 fermati nel 2007 e nel 2008, e in media per sorpassare il record del 2006, quando ne furono catturati 2.000.

La gran parte dei cinesi che giungono fin qui provengono dalla provincia di Fujian, a sud di Shanghai. E' dall'altra parte del mondo, ma un modo per arrivare velocemente qui c'è: grazie a facilitazioni per i visti ai cittadini cinesi, volare fino in Venezuela, Ecuador o Honduras - e da lì proseguire per il Messico - è relativamente facile. Basta, ovviamente pagare. E pagare salato. Mentre per affidarsi a una rete di trafficanti i messicani pagano circa 1.500-2.000 dollari, cifra che si alza di quattro-cinque volte per gli altro centroamericani, ai cinesi vengono chiesti dai 30.000 ai 70.000 dollari. Debiti che li costringono poi a lavorare per anni in semi-schiavitù, nelle fabbriche o nei ristoranti americani.

Avendo intuito il potenziale del business, i trafficanti messicani offrono più che volentieri i propri servigi. Mentre nelle zone al confine con gli Usa è in atto da anni una vera e propria guerra per il controllo del narcotraffico, che rende più pericolosa e meno redditizia la loro tradizionale attività, i  narcotrafficanti "vedono un'opportunità di sfruttare il contrabbando di cinesi", come ha detto il portavoce della Border Patrol, Mario Escalante. Grazie al loro controllo del territorio, i cartelli della droga "tassano" le reti di trafficanti di clandestini per l'uso delle loro rotte - le plazas - facendo pagare dai 50.000 ai 100.000 dollari a settimana. Ci guadagnano un po' tutti, tranne i migranti.

Alessandro Ursic