12/10/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



Il nome usato nel mondo del terrorismo islamico per indicare gli attentatori suicidi

Si chiamerebbe Mohamed Game il cittadino 35enne di origine libica che questa mattina intorno alle ore 8 ha fatto esplodere un ordigno davanti all'ingresso della caserma Santa Barbara a Milano, restando gravemente ferito.
Un nome molto particolare quello dell'uomo, che verrebbe utilizzato nel mondo del terrorismo islamico per indicare gli attentatori suicidi.
Gli inquirenti non escludono, infatti, che l'uomo volesse farsi esplodere davanti alla sede dei carabinieri, considerando che nella valigetta porta attrezzi in suo possesso sarebbero stati nascosti due chili di esplosivo, probabilmente nitrato.
Esplosivo che al momento della detonazione non è esploso tutto ma solo in parte.
Intanto, Carlo De Stefano, direttore della Polizia di Prevenzione, ha fatto sapere che l'attentato di questa mattina "presenta elementi di gravità e virulenza che fanno ipotizzare che l'obiettivo dell'attentatore fosse quello di causare vittime".
Nel frattempo, l'uomo, 34 anni, convivente con una cittadina italiana e padre di due figli, resta ricoverato e piantonato dalle forze dell'ordine presso l'ospedale Fatebenefratelli. Il procuratore aggiunto di Milano, Armando Spataro, ha precisato che il suo nominativo non è mai emerso in un'indagine di terrorismo. Spataro ha anche fornito particolari sull'esplosivo usato: "Si tratta di sostanze a base di nitrati, facilmente reperibili in commercio". Il procuratore aggiunto ha smentito le notizie diffuse da Rutelli, presidente del Copasir (Comitato parlamentare per la sicurezza), secondo il quale alcune intercettazioni avrebbero rivelato la possibilità di un attentato alla caserma: "Escludiamo che sia mai arrivata notizia da qualsiasi fonte relativa a un attentato a Milano e in quella caserma. Escludiamo il progetto di un attentato in qualsiasi struttura militare".

 

Luogo: Italia