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La capitale della Guinea, Conakry, è stata oggi paralizzata da un'ondata di scioperi . La protesta contro la giunta militare ha lasciato le strade semideserte e ha coinvolto anche gli operai delle miniere di bauxite, principale risorsa mineraria del paese. I sindacati hanno indetto due giorni di sciopero contro i responsabili del massacro del 28 settembre, scegliendo questa volta l'astensione dal lavoro senza manifestazioni, per evitare ulteriori reazioni violente da parte del governo.
La produzione di bauxite ha risentito molto dello sciopero, causando danni economici anche a quelle compagnie estere che non avevano avuto problemi a continuare ad operare nel paese dopo le violente repressioni.
Anche la struttura siderurgica di Friguia, la maggiore produttrice di alluminio, ha ridotto il lavoro del 90 per cento. Le perdite economiche si sommano alle sanzioni internazionali che saranno rese più aspre a fine mese secondo quanto riferito dall'Onu.