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Un' inchiesta condotta dalla Bbc rivela una preoccupante escalation nelle tensioni etniche che portarono ai massacri post-elettorali in Kenya nel 2007. I due gruppi etnici che allora si affrontarono, i Kikuyu e i Kalenjin, si starebbero riarmando in vista delle lezioni del 2012: "Noi compriamo le armi perché vediamo che anche i Kikuyu le stanno comprando" riferisce un membro della comunità Kalenjin, sostenendo di aver comprato un fucile solo per difesa personale. Ciò che preoccupa maggiormente è il fatto che questa volta i tradizionali archi e frecce e le lance saranno sostituiti da fucili AK-47. "Dopo le ultime elezioni abbiamo scelto i fucili perché abbiamo realizzato che gli archi e le frecce erano armi da bambini", continua il Kalenjin.
La valle di Rift è la zona in cui questo fenomeno è più accentuato e anche quella che fu scenario degli episodi più violenti. Le Nazioni Unite hanno avvertito che fino a quando non si riuscirà a fare giustizia dei crimini commessi sarà difficile evitarne altri. Dopo le elezioni del 2007, quando i due politici rivali formarono un governo congiunto, il tentativo di creare un tribunale interno fallì. La questione fu dunque affidata alla Corte penale internazionale.
Kipkorir Ngetich, del gruppo attivista per i diritti umani Eldoret, conferma le conclusioni della Bbc, avvertendo che il governo keniota deve fare qualcosa al più presto perché il riarmo della popolazione rappresenta una vera e propria "bomba a orologeria".