21/10/2004versione stampabilestampainvia paginainvia



In Honduras gli evangelici contro la legge che dona personalità giuridica alle coppie gay
chiesa evangelica13 settembre 2004 - L’Associazione dei Pastori Evangelici di San Pedro Sula, un importante centro situato a nord dalla capitale Tegucigalpa, ha indetto una grande manifestazione con la parola d’ordine “Per una nazione con principi divini” per protestare contro la decisione del governo di attribuire personalità giuridica alle organizzazioni degli omosessuali e delle lesbiche.
 
La manifestazione attraverserà molte delle principali strade della città, e si concluderà all’interno del parco centrale dove, fa sapere Leonardo Martinez, presidente dei pastori, si terranno iniziative speciali.
 
La marcia, considerata un vero e proprio evento, sarà trasmessa in diretta televisiva e via radio dai canali cristiani del Paese. Il forte impatto mediatico dovrebbe servire a fare pressioni concrete sul governo, affinché prenda l’immediata decisione di rivedere la legge.
 
Durante un’assemblea, i leader spirituali evangelici hanno nominato come coordinatore della manifestazione il pastore generale del Ministero Internazionale Misael Argenal.
 
Oltre a tutti i credenti delle tante chiese cristiane, i pastori hanno intenzione di Manifestazione dell'orgoglio gay mobilitare anche gli alunni delle scuole e dei collegi evangelici, da San Pedro Sula a La Lima fino a quelli di Choloma e Villanueva.
 
La comunità evangelica Hunduregna è molto numerosa. E secondo le prime stime, l’organizzazione prevede di portare in piazza circa trentamila persone. I pastori hanno già chiesto alle autorità civili, militari e alle associazioni degli imprenditori locali di aderire alla marcia.
 
Tutto è cominciato lo scorso 17 agosto quando il ministro della Giustizia, Jorge Ramon Hernandez Acerro, aveva fatto ottenere l’identità giuridica alle associazioni di omosessuali e lesbiche come il Coletivo Violeta, la Comunidad Gay Sampedrana, e al gruppo Kakulcan.
 
La forte avversione per l’omosessualità è un tratto comune degli evangelici di tutto il mondo. Ivan Besana, pastore evangelico della provincia di Padova fa sapere: “Noi non siamo assolutamente a favore del concetto di apertura nei confronti degli omosessuali. La stessa Bibbia parla chiaro e condanna l’omosessualità in tutti i suoi aspetti. Anche in quello del matrimonio fra gay, di cui tanto si parla in questi tempi”.
E continua: “Noi abbiamo avuto membri della nostra comunità che hanno avuto in passato esperienze di questo tipo e possono testimoniare di essere stati liberati da questa situazione. Alcuni di loro si sono risposati, altri no. Questi ultimi però hanno mantenuto un atteggiamento di castità. La parola di Dio è abbastanza eloquente Cartina dell'Hondurasriguardo alla pratica dell’omosessualità: la condanna. Sia chiaro che condanna l’atto, non la persona”.
 
Nel paese centroamericano molto forti sono state anche le reazioni politiche. Il deputato liberale Ramon Villeda, ha presentato una mozione nella quale chiede che il ministro spieghi in Parlamento le motivazioni della sua scelta. Fra l’altro nella mozione presentata da Villeda si legge che: “Gli avvocati dicono chiaramente che per ottenere la personalità giuridica bisogna avere certi requisiti. E questi sono il non contravvenire alla legge, all’ordine pubblico e al buon costume. Non mi spiego come si possa far ottenere la personalità giuridica alle organizzazioni omosessuali e lesbiche.”
 

Alessandro Grandi

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