In Honduras gli evangelici contro la legge che dona personalità giuridica alle coppie gay

13 settembre 2004 - L’Associazione dei Pastori Evangelici di San Pedro Sula,
un importante centro situato a nord dalla capitale Tegucigalpa, ha indetto una
grande manifestazione con la parola d’ordine “Per una nazione con principi divini”
per protestare contro la decisione del governo di attribuire personalità giuridica
alle organizzazioni degli omosessuali e delle lesbiche.
La manifestazione attraverserà molte delle principali strade della città, e si
concluderà all’interno del parco centrale dove, fa sapere Leonardo Martinez, presidente
dei pastori, si terranno iniziative speciali.
La marcia, considerata un vero e proprio evento, sarà trasmessa in diretta televisiva
e via radio dai canali cristiani del Paese. Il forte impatto mediatico dovrebbe
servire a fare pressioni concrete sul governo, affinché prenda l’immediata decisione
di rivedere la legge.
Durante un’assemblea, i leader spirituali evangelici hanno nominato come coordinatore
della manifestazione il pastore generale del Ministero Internazionale Misael Argenal.
Oltre a tutti i credenti delle tante chiese cristiane, i pastori hanno intenzione
di

mobilitare anche gli alunni delle scuole e dei collegi evangelici, da San Pedro
Sula a La Lima fino a quelli di Choloma e Villanueva.
La comunità evangelica Hunduregna è molto numerosa. E secondo le prime stime,
l’organizzazione prevede di portare in piazza circa trentamila persone. I pastori
hanno già chiesto alle autorità civili, militari e alle associazioni degli imprenditori
locali di aderire alla marcia.
Tutto è cominciato lo scorso 17 agosto quando il ministro della Giustizia, Jorge
Ramon Hernandez Acerro, aveva fatto ottenere l’identità giuridica alle associazioni
di omosessuali e lesbiche come il Coletivo Violeta, la Comunidad Gay Sampedrana,
e al gruppo Kakulcan.
La forte avversione per l’omosessualità è un tratto comune degli evangelici di
tutto il mondo. Ivan Besana, pastore evangelico della provincia di Padova fa sapere:
“Noi non siamo assolutamente a favore del concetto di apertura nei confronti degli
omosessuali. La stessa Bibbia parla chiaro e condanna l’omosessualità in tutti
i suoi aspetti. Anche in quello del matrimonio fra gay, di cui tanto si parla
in questi tempi”.
E continua: “Noi abbiamo avuto membri della nostra comunità che hanno avuto in
passato esperienze di questo tipo e possono testimoniare di essere stati liberati
da questa situazione. Alcuni di loro si sono risposati, altri no. Questi ultimi
però hanno mantenuto un atteggiamento di castità. La parola di Dio è abbastanza
eloquente

riguardo alla pratica dell’omosessualità: la condanna. Sia chiaro che condanna
l’atto, non la persona”.
Nel paese centroamericano molto forti sono state anche le reazioni politiche.
Il deputato liberale Ramon Villeda, ha presentato una mozione nella quale chiede
che il ministro spieghi in Parlamento le motivazioni della sua scelta. Fra l’altro
nella mozione presentata da Villeda si legge che: “Gli avvocati dicono chiaramente
che per ottenere la personalità giuridica bisogna avere certi requisiti. E questi
sono il non contravvenire alla legge, all’ordine pubblico e al buon costume. Non
mi spiego come si possa far ottenere la personalità giuridica alle organizzazioni
omosessuali e lesbiche.”