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Seggi aperti in Irlanda, dove oggi si vota un nuovo referendum di ratifica del Trattato di Lisbona del 2007: versione rivista e corretta (nella forma più che nella sostanza) della Costituzione Europea che nel 2005 era stata bocciata dai referendum popolari tenutisi in Francia e Olanda.
Il Trattato - il quale trasforma l'Unione europea in un super-Stato internazionale che limita fortemente la sovranità degli Stati membri e i diritti dei cittadini, lasciando invece mano libera ai poteri forti delle multinazionali e dell'alta finanza e garantendo - è stato ratificato senza molto clamore da tutti i parlamenti d'Europa - quello italiano lo ha approvato all'unanimità alla fine del luglio 2008 - ma in Iralnda, nel rispetto della sua Costituzione, il testo è stato sottoposto all'approvazione popolare nel giugno 2008. Allora il Trattato venne però bocciato dai cittadini dell'Eire con il 53,4 per cento dei voti. La bocciatura irlandese venne però ignorata dai leader europei, che decisero di portare avanti comunque il processo di ratifica. Dopo una lunga trattativa con l'Unione europa, il governo irlandese ha accettato di tenere un secondo referndum. Questa volta si prevede che il Trattato verrà approvato, sia per effetto della massiccia campagna per il 'Sì' (sponsorizzata dalla stessa Unione europea e da multinazionali del calibro di Intel, Hewlett Packard e Microsoft) che per i timori della recessione (l'Irlanda è stata il Paese europeo più colpito dalla crisi finanziaria mondiale). A fare campagna per il 'no' sono solo i nazionalisti dello Sinn Fein e il Partito Socialista e tutti i sindacati.
Per l'approvazione del Trattato manca solo la ratifica del governo della Repubblica Ceca, che si è riservato di decidere in base all'esito del referendum irlandese.