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Il leader militare Moussa Dadis Camara, al potere dal dicembre 2008 in seguito a un colpo di stato, si è detto favorevole alla creazione di un governo di unità nazionale dopo che decine di manifestanti (almeno 157 secondo opposizione e testimoni indipendenti) sono rimasti uccisi durante le proteste. A scatenare i disordini la possibilità che il capitano Camara si presentasse alle elezioni presidenziali in programma nei prossimi mesi. "Il nuovo governo - ha dichiarato Mandijou Deoubate, portavoce della giunta militare e presidente del Consiglio nazionale per la democrazia e lo sviluppo - deve essere espressione di tutti i partiti politici e guidare il Paese nella delicata fase della transizione".
Decisivo l'intervento dell'Unione africana che ha dato tempo a Camara fino a metà ottobre per confermare la sua posizione, ossia che non si candiderà alle presidenziali del 31 gennaio. La giunta militare chiede invece l'intervento di un leader africano affinchè vigili sul regolare svolgimento delle elezioni e si ponga come mediatore tra le diverse parti politiche.