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La polizia somala sta cercando di porre un freno al flusso di disperati che attraversa il golfo di Aden per arrivare in Yemen. Il Puntland, una provincia costiera autoproclamatasi indipendente, specialmente nell'area del porto di Bosasso, è costantemente invasa di persone che cercano di imbarcarsi per lo Yemen. Ora le autorità hanno iniziato a pattugliare le spiagge principali da cui i trafficanti di uomini prendono il largo con le loro carrette stracariche. Dallo stesso Yemen, negli ultimi mesi, si era chiesto con forza fossero presi provvedimenti in Somalia per limitare il fenomeno: il governo di Saana richiede anche che le istituzioni internazionali creino dei centri di aiuto per prestare soccorso ai migranti prima della traversata.
Le autorità del Puntland hanno già provato in passato senza successo di limitare il flusso: secondo molti, l'iniziativa è destinata a fallire anche stavolta perché non ci sono risorse sufficienti a pattugliare tutta la costa. Anche il capo della polizia, il colonnello Osman Hassan Awke, dichiara che "continueranno. Noi chiudiamo due porti e loro ne trovano altri.... Questa è gente disperata e non importa come, troveranno un modo di imbarcarsi se lo vogliono". Per un breve periodo si è tentato anche di rimpatriare i profughi in arrivo in Yemen ma, continua il colonnello "appena li riportiamo indietro compiono di nuovo la traversata e non abbiamo risorse per continuare a rimpatriarli".
Roberta Russo, portavoce di Unhcr Somalia, dichiara che, da gennaio, sono 322 le persone che hanno perso la vita per attraversare lo stretto.