30/09/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



A Ginevra il vertice tra Teheran e i paesi del gruppo di contatto, tra provocazioni e diplomazia

Oggi, a Ginevra, si terrà l'atteso incontro tra i paesi membri del gruppo di contatto (Francia, Usa, Gran Bretagna, Cina e Russia, più la Germania) e i rappresentanti del governo iraniano.

Durante il G20 di Pittsburgh, negli Usa, il presidente statunitense Barak Obama ha interrotto i lavori per denunciare con il premier britannico Gordon Brown e il presidente francese Nicholas Sarkozy che c'erano le prove di come l'Iran avesse costruito (senza avvertirne l'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica - Aiea) un nuovo sito nucleare presso la città iraniana di Qom. Il presidente iraniano Ahmadinejad non ha smentito, ritenendo di non aver avuto nessun obbligo d'informare la comunità internazionale rispetto ai piani iraniani per lo sviluppo di un programma nucleare, a suo dire, che ha un mero fine civile. Pochi giorni dopo, durante l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York, i membri del Consiglio di Sicurezza sono tornati a pressare Teheran rispetto al suo programma nucleare, mentre il governo d'Israele lascia intendere di aver esaurito la pazienza.
Il premier Netanhyau, appoggiato da quasi tutto l'arco istituzionale israeliano, ritiene il suo Paese direttamente minacciato dall'Iran che, proprio qualche giorno fa, ha testato con successo dei missili che potrebbero portare delle testate atomiche e che hanno una gittata tale da permettere al regime degli ayatollah di colpire Tel Aviv.
In questo clima avvelenato inizia il vertice in Svizzera che potrebbe segnare l'ennesima puntata di una saga che va avanti da dieci anni.

Secondo le dichiarazioni della vigilia, infatti, l'Iran non discuterà del suo programma nucleare. "Non discuteremo di nulla che riguardi i nostri diritti nucleari, ma possiamo discutere di disarmo, possiamo discutere della non proliferazione e di altre questioni generali", ha detto il capo dell'Organizzazione Iraniana per l'Energia Atomica (Oiea), Ali Akbar Salehi. "Il nuovo sito rientra nei nostri diritti e non c'è bisogno di parlarne", ha detto Salehi, riferendosi al sito di Qom.
Diametralmente opposte le dichiarazioni dell'amministrazione Obama che, secondo Robert Gibbs, portavoce della Casa Bianca, gli Usa a Ginevra chiederanno lumi sull'impianto definito 'clandestino' di Qom. Secondo gli Usa, infatti, l'Iran avrebbe dovuto denunciare i lavori della nuova centrale all'Aiea e non lo ha fatto.

"La mia aspettativa, o la mia speranza, è che noi saremo in grado di ottenere un impegno per avere garanzie obiettive da Teheran, sul fatto che il programma nucleare nel quale gli iraniani sono impegnati è un programma pacifico", ha dichiarato invece l'Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza della Ue, Javier Solana. "Per il momento non abbiamo ottenuto la garanzia che questo programma è solo pacifico. Noi continueremo ad impegnarci per questo, ma non credo sarà facile". Solana negozia con l'Iran per conto del gruppo 5+1. Ogni singolo paese del gruppo di contatto invierà un suo rappresentante a Ginevra, compresi gli Usa. Atteso, infatti, William Burns, sottosegretario di Stato Usa per gli affari politici. In occasione dell'ultimo vertice a ginevra gli Usa si erano presentati in mera veste di osservatori. La delegazione iraniana sarà guidata da Saeed Jalili.
A rendere ancora meno carico di aspettative il vertice sono arrivate le dichiarazioni di Mahmoud Ahmadinejad che, all'agenzia iraniana Isna, ha dichiarato che il governo di Teheran a Ginevra chiederà ai governi occidentali uranio arricchito al 19,75 per cento per il reattore di Teheran.
''Siamo pronti ad acquistarlo da chiunque, nel rispetto delle regole. È una delle questioni che metteremo sul tavolo domani. Comunque siamo pronti ad accogliere qualsiasi suggerimento positivo per preparare il terreno ad una buona riuscita dei negoziati'', ha dichiarato Ahmadinejad.
Magari non mancheranno le sorprese e le provocazioni, ma sembra davvero difficile che oggi a Ginevra si scriva la parola fine a questa storia infinita.

Christian Elia

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