29/09/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



Dall'ospedale della capitale Conakry un medico racconta: 'E' una macelleria, un massacro'

Sale a 157 morti il tragico bilancio degli scontri fra polizia e manifestanti riunitisi ieri fuori dallo stadio di Conakry, capitale della Guinea, in occasione di una manifestazione non autorizzata e organizzata dall'opposizione per protestare contro la giunta militare salita al potere con un colpo di stato il 23 dicembre 2008 e guidata dal capitano Moussa Dadis Camarà.

Testimoni riferiscono che la polizia avrebbe bloccato i manifestanti all'interno dello stadio della città, catturando chi tentava di fuggire e finendoli con le baionette. All'esterno dello stadio i militari avrebbero aperto il fuoco ad altezza d'uomo lasciando sul terreno altre decine di cadaveri.
Oltre 1200 i feriti: alcune donne sarebbero state spogliate, stuprate e prese a calci in pubblico.
Nelle ore successive il Centro ospedaliero universitario di Donka, il più importante di Conakry, ha accolto decine di feriti. "E' una macelleria - ha raccontato un medico al telefono - un massacro, ci sono decine di cadaveri". Secondo i racconti delle Ong presenti sul luogo degli scontri, è difficile avere una stima certa dei morti dal momento che i corpi dei manifestanti uccisi vengono presi dagli ospedali e nascosti dall'esercito nei campi militari e nelle caserme. Nelle ultime ore sono arrivate alcune proteste dalla comunità internazionale.
L'Unione Africana ha annunciato che probabilmente imporrà sanzioni alla giunta militare.
Gli Stati Uniti si sono detti "profondamente preoccupati" per le violenze e hanno rivolto un appello alla giunta militare per invitarla ad offrire una prova di moderazione. Più dura la reazione della Francia che ha condannato "con la più decisa fermezza" la "violenta repressione" messa in atto dall'esercito della Guinea e ha chiesto ai militari di ribadire la loro volontà di restituire potere ai civili.
Tra le decine di arrestati vi sono anche due leader dell'opposizione: Cellou Dalein Diallo, capo dell'Unione delle forze democratiche della Guinea e candidato alle presidenziali, e Sidya Tourè, capo dell'Unione delle forze repubblicane.

 

Categoria: Diritti, Politica
Luogo: Guinea