28/09/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



Ottimi i propositi scaturiti dalla cumbre Sudamerica-Africa sintetizzati in un documento finale di 95 punti. A gennaio 2010 una nuova riunione fra capi di Stato: in quella circoistanza prevista anche la partecipazione dei movimenti

Non ha usato mezzi termini il leader libico Muhammar Gheddafi nel suo intervento al vertice Sudamerica-Africa, in programma nei giorni scorsi in Venezuela. Il rapporto fra nord e sud del mondo per quanto lo riguarda è chiaro ed equivale al rapporto che esisteva nei secoli scorsi fra "signori e schiavi". Una sorta di sudditanza, dovuta allo sfruttamento del sud da parte del nord. Per questo motivo il Colonnello ha avanzato una proposta ai colleghi sudamericani e africani presenti alla cumbre: creare una Nato dell'Atlantico del Sud.
"Siamo diventati il cortile delle ricchezze che poi vengono portate a nord" ha detto Gheddafi, riscontrando anche l'approvazione di diversi leader sudamericani fra cui il padrone di casa, Hugo Chavez. A tal proposito proprio dal numero uno venezuelano è giunta una proposta che potrebbe realizzarsi nel lasso di poco tempo: far nascere due aziende multinazionali che si occupino di gestire lo sfruttamento di petrolio e risorse minerarie presenti in grandi quantità nell'area identificata come sud. Ma non è il solo punto su cui si è lavorato nei due giorni all'Isla Margarita. Il documento finale scaturito dalla cumbre si è dipanato su 95 punti. E se l'annosa questione del bloqueo a Cuba è stata affrontata con la richiesta fatta a Washington di mettere fine a decenni di sofferenza per i cittadini cubani, la cumbre ha anche invitato Argentina e Gran Bretagna a riprendere le relazioni bilaterali interrotte durante il periodo della guerra delle Falkland/Malvinas.

"E' una cosa molto positiva quella accaduta nella cumbre dell'Isla Margarita in Venezuela. Una riunione che a mio avviso ha voluto sottolineare la volontà di cambiamento. Soprattutto per quanto riguarda i rapporti di forza fra macro aree" dice da San Paolo, Brasile, Josè Louis del Rojo, esperto di latinoamerica e attualmente a capo del progetto che vorrebbe portare a Salvador de Bahia il prossimo 27 gennaio tutti i presidenti dei Paesi dell'Africa nera per una cumbre con i loro parigrado sudamericani. A tal proposito del Rojo sta lavorando alacremente e il prossimo 4 ottobre si saprà se la sua proposta sarà accettata. "Lo facciamo soprattutto perchè vi siano presenti anche i movimenti. Cosa che, a quest'ultima riunione, non è stata possibile" aggiunge del Rojo. La riunione tenuta in Venezuela ha sottolineato la necessità da parte del Sudamerica di aiutare l'Africa. "C'è solo un piccolo particolare da aggiungere: molti degli stati sudamericano hanno stretti rapporti con Pechino. E la Cina è da qualche anno molto presente in Africa. Credo che i leader sudamericani vogliano costruire un blocco del sud per ribaltare i rapporti di forza con l'alleanza formata da Stati Uniti e Unione Europea. Più in generale con il mondo ricco" conclude l'ex deputato.
In ogni caso c'è anche dell'altro. Paesi più o meno grandi cercano di far valere, a ragione, il loro peso politico. Come il Brasile. "Ci tiene molto Lula a ben figurare e a spiccare all'interno del BRIC (Brasile, Russia, India e Cina). Le nuove economie che si stanno sviluppando. Non è un caso che negli ultimi anni l'economia delle zone ricche abbia fatto segnare sempre segni negativi a differenza di quelle sudamericane che hanno segno positivo, ampiamente positivo". E l'ultima parola per vedere se la cooperazione fra queste due aree fino a oggi sfruttate dal mondo ricco forse arriverà proprio dalla riunione che del Rojo sta organizzando.

Nel frattempo, Chavez dopo aver ascoltato l'intervento del presidente di alcuni leader africani ha sottolineato l'importanza della cooperazione. "Abbiamo ottenuto la possibilità di gestire una cifra considerevole di diversi milioni di dollari che potrà essere investita nello sfruttamento delle miniere per la produzione di ferro, oro e diamanti. Sudamerica e Africa sono aree molto ricche ma la popolazione che le abita - ha concluso Chavez - è molto povera. Questo è dovuto allo sfruttamento senza limiti portato avanti nel corso dei decenni dall'imperialismo".
Insomma, quella appena svolta in Venezuela sembra essere stata una riunione nata sotto il segno della pace e per la pace. Uno dei 95 punti del documento finale firmato dai presenti, infatti, stabilisce come priorità l'impegno dei Paesi presenti a mantenere la pace e la sicurezza internazionale sostenendo la soluzione pacifica delle dispute". Sta di fatto che la collaborazione fra le due arre considerate (nella stragrande maggioranza dei casi) come il sud del mondo, potrebbe portare benefici economici davvero importanti e trovare soluzioni a crisi, soprattutto in Africa, che da troppi decenni stritolano il continente.

Alessandro Grandi

creditschi siamoscrivicicollaborasostienicipubblicità