25/09/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



Lo rende noto il rapporto della Commissione nazionale messicana per i diritti dell'Uomo, ma i dati rischiano di essere sottostimati

Sono almeno cinque mila le persone che sono morte negli ultimi 15 anni, cercando di varcare il confine che separa il Messico dagli Stati Uniti. Lo ha reso noto la Commissione nazionale per i diritti umani messicana, che ieri ha presentato il suo rapporto a Città del Messico.
I numeri sono incerti. Secondo le stime, basate su dati ufficiali, le persone che hanno perso la vita varcando illegalmente la frontiera variano da 3861 a 5607, ma sono cifre rischiano di essere ampiamente sottostimate. E' quanto si legge nel rapporto "Politiche letali, muri mortali", stilato dalla Commissione nazionale per i diritti dell'Uomo messicana, in collaborazione con l'Associazione americana di difesa delle libertà civili. Le organizzazioni per il rispetto dei diritti umani calcolano, invece, che a perdere la vita negli ultimi 15 anni siano stati almeno in dieci mila. Dati, che peraltro non tengono conto delle vittime dei trafficanti di esseri umani, un fenomeno in netto aumento, come denunciato dalla commissione.
Sembra invece diminuito, nel corso degli ultimi due anni, il numero di messicani che cerca di trovare fortuna negli Stati Uniti in seguito alla crisi economica, ma non è diminuito il numero delle vittime: almeno una al giorno. "La migrazione deve tornare nell'agenda dello sviluppo sociale, lavorativo ed economico - ha dichiarato José Luis Soberanes, presidente della Commissione - Se le economie di Messico e Stati Uniti hanno tratto benefici dalla migrazione e dal lavoro dei migranti, è arrivato il tempo di rispondere con giustizia, con azioni concrete per salvaguardare i loro diritti."

Categoria: Diritti, Migranti, Muri, Politica
Luogo: Messico