25/09/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



La risposta della mulintazionale della banane non si fa attendere: insinuazioni prive di fondamento

"E' semplicemente ridicolo". Era così che Chiquita, una volta United Fruit e United Brands, la multinazionale leader nel mercato delle banane, aveva commentato l'accusa rivoltale da alcuni critici e osservatori internazionali che la vedono tra i mandanti del golpe del 28 giugno in Honduras. Luciana Luciani, portavoce di Chiquita-Italia, contattata da PeaceReporter si era limitata a tre esplicite parole, promettendo però di far leggere l'articolo che riassumeva la questione al Senior Director Corporate Responsibility and Public Affairs della Chiquita Brands International, George Jaksch. Che non si fa attendere. Questa la posizione ufficale della multinazionale sulla crisi politica in Honduras e sul fatto che qualcuno la vede fra i burattinai del golpe.


"Le voci sul ruolo di Chiquita nei recenti sconvolgimenti politici in Honduras sono totalmente prive di fondamento. Voglio essere chiaro e diretto: Chiquita non ha avuto alcun ruolo in questi eventi.
Il rispetto per le leggi locali, per le istituzioni e per le comunità costituisce il fondamento della nostra politica di responsabilità sociale. È una parte essenziale del nostro impegno nell'applicazione dei più alti standard legali, etici, ambientali e sociali. Le posso assicurare che  intendiamo tenere fede pienamente e consistentemente a questo impegno, e che abbiamo seguito questa linea di principio anche in occasione dei recenti conflitti politici in Honduras.
Nel corso degli ultimi due mesi, siamo stati a stretto contatto con i nostri dipendenti in Honduras, con i vertici del sindacato locale SITRATERCO e con IUF presso i quali abbiamo chiarito la nostra politica di non intervento nelle locali dispute politiche.
Chiquita è stata la prima multinazionale - tuttora, l'unica americana - ad aver siglato nel 2001 un accordo quadro con IUF (International Union of Foodworkers) e con COLSIBA (Coordinadora de Sindicatos Bananeros), che garantisce a tutti i dipendenti nelle piantagioni di banane, rispetto delle Convenzioni Internazionali dell' ILO. Dal 2004, inoltre, tutte le divisioni agricole di proprietà in America Latina sono certificate Sa8000, lo standard volontario di riferimento in materia di lavoro che si basa sulle convenzioni dell'ILO (International Labor Organization), la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo e la Dichiarazione delle Nazioni Unite sui Diritti del Fanciullo".

Stella Spinelli

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