25/09/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



In un suo intervento a New York il leader libico ha anche precisato che ogni eventuale azione militare contro Teheran costituirebbe un 'pericoloso precedente'.

La Libia dice "no" ad un eventuale piano iraniano mirato alla costruzione di armi atomiche ma, anche ad ogni azione militare contro Teheran. E' stato questo l'ultima boutade del colonnello Muhammar Gheddafi nel corso dei lavori dell'Assemblea delle Nazioni Unite. In un discorso pronunciato ieri sera presso il think tank Council of Foreign Relations il leader libico ha chiosato: "Se parliamo di azione militare, la domanda è: chi la intraprenderà? Chi ha il diritto di farlo?". Per il colonnello, reduce da una spettacolare cerimonia di presentazione di fronte all'Assemblea Generale, ogni operazione contro i siti nucleari di Teheran costituirebbe un "pericoloso precedente", perchè molti altri paesi sono in possesso di una bomba atomica: India, Cina, Pakistan, Russia, Stati Uniti e Israele. "Tutti loro - ha domandato provocatoriamente Gheddafi - hanno armi nucleari, perchè non compiere un'azione militare contro di loro?". Nel corso del suo intervento lo statista africano ha ricordato perchè il suo paese ha rinunciato a dotarsi di un sistema nucleare. "Ci siamo accorti che per la Libia ci sarebbero stati più costi che benefici" ha sostenuto Gheddafi che sempre ieri avrebbe dovuto prendere parte ad una riunione contro la proliferazione delle armi nucleari. La sua assenza, si dice, avrebbe evitato un imbarazzante incontro col presidente statunitense Barack Obama ancora contrariato per il rilascio di Abdul Baset Ali al-Megrahi, l'attentatore di Lockerbie, e l'accoglienza trionfale che il governo libico avrebbe riservato all'uomo -rilasciato nonostante una condanna all'ergastolo per essere malato terminale di cancro. Al posto di Gheddafi ha votato a favore della risoluzione contro la proliferazione l'ambasciatrore Abdurrahman Mohamed Shalham.

Categoria: Politica
Luogo: Libia