24/09/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



Sabato pomeriggio la manifestazione a Ponteranica per protestare contro la decisione del sindaco leghista di togliere l'intitolazione della biblioteca a Pepprino Impastato

Le adesioni sono arrivate un po' da tutta Italia. Dalla Sicilia sono già stati prenotati dieci pullman e a Ponteranica, in provincia di Bergamo, si aspettano l'arrivo di più di cinque mila persone, per protestare contro la decisione del sindaco leghista, Cristiano Aldegani, di rimuovere la targa che intitolava a Peppino Impastato la biblioteca comunale. L'appuntamento è fissato per sabato pomeriggio alle due e mezza. Partenza da via Matteotti e corteo per il centro del paese, in via Valbona, fino a sfilare di fronte al civico 73, che, al secondo piano, ospita i 22mila volumi e le tre sale che sono al centro della contesa. Alla manifestazione non parteciperanno, però, solo persone venute da fuori, assicura Massimo Cortesi, presidente dell'Arci. Ponteranica ci sarà, perché anche se siamo in pieno feudo leghista, molti hanno capito cosa si cela dietro al gesto della giunta comunale.

Cosa può aver spinto un sindaco, appena eletto, a dichiarare nella sua prima conferenza stampa, che una delle sue prime azioni e delle sue priorità sarebbe stata quella di cambiare l'intitolazione alla biblioteca comunale? (Rinnegando, per altro, una decisione che a suo tempo era stata approvata anche dal suo partito) Cosa può spingerlo a mettersi contro ai suoi alleati di governo che, seppure con alcuni distinguo, si sono dichiarati contrari alla sua decisione. Cosa lo ha spinto, infine, a rimuovere il 10 settembre scorso una targa commemorativa? Se non fosse che la figura di Peppino Impastato non può in alcun modo essere associata a quella di un dittatore, il gesto richiamerebbe alla mente le immagini di statue abbattute alla fine di un regime, retaggio di un passato odioso che si vuol cancellare. Viene in mente la targa commemorativa a Giuseppe Pinelli, in Piazza Fontana a Milano, che le autorità municipali hanno cercato di cancellare, come se fosse possibile cancellare anche quello che è stato e le sue responsabilità.

Il sindaco sostiene di volere intitolare la biblioteca ad una personalità locale (dimenticando che a quest'altra personalità avrebbe potuto intitotlare l'auditorium): propone il sacerdote Giancarlo Baggi. Ma l'ordine a cui Baggi apparteneva, la congregazione del SS Sacramento ha rimandato l'offerta al mittente dal momento che "non può approvare che la memoria di un confratello sia usata in una logica di contrapposizione e di divisione, tanto più se questa contrapposizione riguarda un testimone di giustizia come Peppino Impastato, ucciso per il suo impegno civile".

Ma il suo impegno civile, Peppino, lo ha profuso nella lotta alla mafia, un problema "lontano" da Bergamo.
A Bergamo la mafia non si sente e non si vede, anche se la droga gira come in tutte le altre città e la prostitute addobbano le provinciali più numerose dei lampioni. A Bergamo si lavora e si costruiscono case, recita lo stereotipo, e alla mattina alle cinque il furgoncino del caporale raccoglie la manodopera scelta per la giornata: il caporalato, una delle attività delle cosche, date però in gestione ai bergamaschi, e per questo un po' più pulite. Nel febbraio del 2009, la corte presieduta dal giudice Gaetano Buonfrate ha inflitto 139 anni di carcere a 14 persone che operavano fra la bassa bergamasca, la Valcalepio e il bresciano, per associazione di stampo mafioso, sfruttamento della manodopera e traffico di stupefacenti. Nell'ottobre del 2008 i carabinieri hanno arrestato 8 persone, affiliate alla famiglia Onorato, legata alla cosca Serraino-Libri, per spaccio di cocaina nei locali tra Bergamo, Brescia e il lago d'Iseo. E da Foppolo a Berbenno, a Seriate  e a Dalmine, sono 18  gli immobili sequestrati alle cosche che aspettano di essere riutilizzati per fini sociali secondo la legge 109/96.

Forse la vera ragione che ha spinto il sindaco leghista di Ponteranica a cercare di cancellare quasi la figura di Peppino Impastato è la distanza culturale che lo separa da lui e da quanto ha rappresentato e rappresenta, come ha scritto suo fratello Giovanni, che sabato sarà presente alla manifestazione: "Sembra quasi paradossale che un paese come il nostro destinato anche dalla sua posizione geografica all'accoglienza e agli scambi interculturali, alla fusione delle etnie e ad essere la porta d'Europa verso l'Oriente e l'Africa sia finito nelle redini di questi nuovi barbari senza radici e senza cultura....
Sono contento che un partito come la Lega sia contrario alla memoria di mio fratello, perché in effetti nulla ha a che fare con loro e con la loro voglia di sopraffazione e di violenza, con la vergognosa segregazione consumata ai danni non solo dei migranti, ma anche dei cittadini del meridione, degli omosessuali e di quanti non rientrino nei loro standard: alto, biondo, camicia verde e spirito folle e sadico".

 

Categoria: Diritti, Politica
Luogo: Italia
Articoli correlati:
31/08/2009 Italia, respinti in mare 75 immigrati somali che chiedevano asilo politico: Una testimone: "Li abbiamo implorati ma non ci ascoltano"
21/08/2009 Italia, l'Avvenire: 'Sui migranti morti in mare occhi chiusi dell'Occidente. Come durante la Shoah': Marina Corradi: "Ci sono regole in mare: bisogna salvare le vite"
21/08/2009 Italia, omesso soccorso per i migranti. 75 i morti. Decine le navi che hanno visto e taciuto: Sarebbero decine le imbarcazioni incontrate ma nessuna avrebbe offerto aiuto ai migranti. Polemiche con Malta per la mancata tempestività nel fornire informazioni sul barcone
14/08/2009 Italia, Cie in rivolta contro il pacchetto sicurezza: Arrestati dieci uomini e quattro donne
Gli argomenti più discussi: Le parole chiave più ricorrenti: