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Ormai la situazione in Honduras è sull'orlo del baratro. Migliaia di persone stanno manifestando per le strade della capitale Tegucigalpa. Diversi settori sociali sono in "resistencia".
"Sono ore drammatiche per il Paese. Noi restiamo sulle nostre posizioni. Ci sono uomini della polizia e dell'esercito sono posizionati ovunque. Dobbiamo organizzarci in ogni quartiere, in ogni isolato. Il popolo unito vincerà. Oggi abbiamo già occupato le strade e siamo certi che da qui non passerà nessun uomo di Micheletti. In ogni caso le ore che stiamo vivendo sono drammatiche" dice Antonio da San Pedro de Sula in collegamento telefonico con Radio Liberada.
"Le connessioni internet sono limitate. Anche i telefoni cellulari hanno delle difficoltà per essere raggiunti" dice Rosa dalla capitale sostenendo di non essersi mai staccata dalla radio che le dava informazioni su ciò che accadeva.. "Ringraziamo il presidente Zelaya - continua la donna con la voce evidentemente interrotta dalla commozione per aver avuto il coraggio di rientrare nel suo Paese. Dio ama l'Honduras e ha voluto che Zelaya tornasse a casa. Adesso chiedo a tutti i miei concittadini di restare in resistencia".
Nel frattempo le notizie dicono che il presidente legittimo Zelaya sarebbe ancora all'interno dell'edificio che ospita l'ambasciata brasiliana a Tegucigalapa. Dalle sale della sede diplomatica avrebbe chiesto al popolo di continuare con la mobilitazione e non fermarsi davanti alle minacce degli agenti. Il presidente golpista Micheletti ha detto di essere disposto a aprire il dialogo solo nel caso in cui Zelaya accetti le elezioni presidenziali del prossimo 29 novembre.