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In pochi, davvero pochi, credevano che gli Usa non avessero nulla a che fare con il colpo di stato orchestrato contro il presidente Hugo Chavez nel 2002.
Il golpe durò solo pochi giorni grazie alla grande mobilitazione popolare che costrinse il manipolo di golpisti a arrendersi. Restarono sul campo senza vita decine e decine di persone, uccise dalla furia della polizia sotto gli sguardi attenti dei partiti oppositori di Chavez.
Oggi sappiamo molte più cose su quei giorni. E anche chi ci fu dietro quella scellerata decisione di destabilizzare il governo democraticamente eletto di Hugo Chavez: gli Usa dell'amministrazione Bush jr. La notizia non è certo nuova ma come detto oggi ne sappiamo di più. A dare maggiori informazioni sulla questione ci si è messo l'ex presidente degli Stati Uniti d'America, Jimmy Carter.
Secondo l'ex inquilino della Casa Bianca, infatti, "gli Usa avevano almeno il pieno conoscimento o addirittura potevano essere direttamente coinvolti" nel tentativo di Golpe contro Chavez avvenuto nell'aprile 2002. Le parole dell'ex presidente riportate in un'intervista dal quotidiano finanziario colombiano Portafolio non hanno mancato di scatenare polemiche.
"Legittime". Così Carter definisce le lamentele dell'amministrazione venezuelana guidata da Chavez. Certo è che secondo Carter i rapporti sarebbero stati (e sarebbero ancora oggi) più positivi se il leader bolivariano usasse toni più concilianti e "stoppasse i suoi attacchi" talvolta ingiustificati.
"Oggi abbiamo un presidente diverso" dice Carter al giornalista colombiano che lo intervistava. "Anche lo stesso presidente Chavez è cambiato. La realtà dei fatti odierni è che Chavez vorrebbe avere relazioni positive con Obama e per questo hanno già parlato molto". Informazioni preziose quelle che giungono da Carter che con la sua nota fondazioni ha partecipato alle ultime quattro sessioni elettorali venezuelane constatando che "ogni risultato elettorale emerso è stato compatibile con la volontà popolare"
L'ex presidente Usa ha aggiunto che a suo avviso la popolarità di Chavez sia all'interno del Venezuela sia all'estero è leggermente diminuita. Sta di fatto che apprezza molto i cambiamenti introdotto dalla politica socialista del presidente bolivariano. "La trasformazione voluta dal presidente Chavez è stata necessaria al paese" ha detto Carter che ha aggiunto: "Si è data la possibilità a chi storicamente è sempre stato escluso, di partecipare in modo egualitario alla vita del paese".
Alessandro Grandi