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L'Eni avrebbe perso la gara per lo sfruttamento dei pozzi petroliferi di Nassirya, in Iraq, a discapito della giapponese Nippon Oil. La notizia sarebbe stata data alcuni giorni fa dal ministro del Petrolio iracheno, Ahmed al-Shamma.
Una delegazione giapponese della Nippon Oil è attesa a Baghdad nei prossimi giorni per mettere a punto i dettagli di una collaborazione con il governo per lo sviluppo congiunto di un "giacimento petrolifero in una città del sud del Paese". Anche se il contratto per ora è di tipo tecnico e non prevede una partecipazione sul petrolio estratto, l'accordo viene letto come un'estromissione di Eni dall'affare, che ora, dovrà stipulare un'alleanza con la compagnia giapponese, se vuole rientrare nella partita.
L'estromissione dalla gara, per la quale erano state chiamate solo la Nippon Oil, l'Eni e la spagnola Repsol, appare ancora più cocente alla luce dell'impegno militare italiano nella zona, che nel 2003 è costato la vita a 19 soldati italiani. In aggiunta, i giacimenti di Nassirya erano già stati assegnati all'Eni da Saddam Hussein, che però non aveva fatto in tempo a ratificare gli accordi per lo scoppio della guerra.