18/09/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



Una violenza inaudita si scatena contro i giovani tossicodipendenti ricoverati in centri per il recupero dall'abuso di droghe.

Nord del Messico, non si placa la violenza che soprattutto nell'ultimo mese ha colpito i più deboli e indifesi: i tossicodipendenti.
E' la seconda volta in 30 giorni che un commando composto da uomini armati fa irruzione in un istituto sanitario per il recupero di tossicomani e commette una strage.
L'ultima è avvenuta a Ciudad Juarez, Stato di Chihuahua. Dieci persone, tutti giovani che volevano uscire dalla schiavitù della droga, stavano riposando all'interno delle sale del centro Anexo de Vida, quando un gruppo di uomini armati è entrato nell'edifico lanciando una granata che ha causato il ferimento degli ospiti. Poi il commando avrebbe aperto il fuoco sui giovani scaricando diversi caricatori di fucili da guerra. Bilancio finale dell'incursione dieci morti.
"Il nostro quotidiano ne scrive da diverso tempo", racconta da Ciudad Juarez uno dei giornalisti della redazione cronaca del più diffuso quotidiano della città, El Diario, che non vuole essere citato. C'è paura in tutta la città e i giornalisti che si occupano del caso spesso utilizzano pseudonimi per paura di ritorsioni. "Io un'idea di chi siano i killer che spargono terrore me la sono fatta -continua la giornalista - ma non posso esprimerla. Tutto quello che posso dire è che il mio quotidiano se ne occupa da tempo. Stop". E' la paura di ritorsioni a rendere ancora più misteriosi questi fatti. "Ripeto -conclude la giornalista - troverà poche persone disposte a dire apertamente ciò che pensano. Anche se hanno un'idea ben precisa su quello che accade".
"Mio nipote aveva problemi con l'assunzione di sostanze stupefacenti. Non faceva parte di nessuna banda organizzata e nemmeno di qualche cartello legato ai narcos. La polizia dice che i ragazzi uccisi facevano tutti parte delle pandillas ma non è vero. E' solo una dichiarazione che permette loro di lavarsi le mani e archiviare il fatto come guerra fra bande", racconta fra le lacrime la zia di un giovane 16enne rimasto vittima dell'attacco.
Come mai di tanta violenza? Nessuno se lo spiega e nel frattempo altri centri per il recupero di giovani tossicodipendenti chiudono i battenti. Le serrande si abbassano perchè in questo momento è troppo pericoloso tenere aperto. La sicurezza non è garantita mai e per nessuno. Troppo spesso questa città non lontana dal confine con gli Usa è teatro di violenze inaudite.
Ciudad Juarez è soprattutto conosciuta per gli oltre 400 misteriosi omicidi di giovani donne. I questi orrendi omicidi nessuno parla e si è molto lontani da trovare un colpevole.
Il sindaco della città, Josè Reyes è in difficoltà. Secondo il suo parere gli attacchi contro i centri di recupero fanno parte della guerra fra cartelli della droga. Ma che interesse avrebbero i narcos nell'uccidere giovani drogati indifesi? Forse temono la loro parola? Anche gli inquirenti brancolano nel buio. Ipotizzano, ma faticano a mettere un freno alla violenta situazione della città.
E l'unica cosa che il governatore di Chihuahua è riuscito a fare è stata quella di chiudere 14 degli oltre 60 centri di recupero per tossicodipendenti presenti in città (oltre 95 in tutto lo stato). Motivo? Presentavano irregolarità.

Alessandro Grandi

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