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Ha ricevuto cento minacce di morte questa settimana Radi Omar, un attivista marocchino appartenente al Movimento Alternativo per la difesa delle Libertà Individuali (Mali), cha ha lanciato una protesta contro il divieto di consumare cibo in pubblico durante il ramadan. L'articolo 222 del codice penale marocchino, infatti, punisce questo reato con la reclusione da uno a sei mesi e multe di circa un centinaio di euro.
Sei attivisti del MALI si trovano già in carcere per aver organizzato, attraverso il social network Facebook, una protesta, durante la quale i manifestanti avrebbero dovuto mangiare in piazza prima del tramonto. L'organizzazione ha già richiesto il loro rilascio, sostenendo di non essere schierata contro l'Islam, ma contro "questa interferenza nella vita privata" da parte dello Stato.
"La nostra intenzione è mostrare che siamo marocchini, anche se non digiuniamo, e che abbiamo diritto a esistere" ha detto una degli arrestati, Zineb Elghzaoui, giornalista e co-fondatrice del MALI, ricordando come, sebbene la costituzione garantisca libertà di culto, ogni anno nel Paese diverse persone vengano arrestate per aver mangiato o bevuto in pubblico durante il digiuno.