17/09/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



Per L'Havana Barack Obama può essere l'uomo della svolta storica. Nonostante tutto.

Il mese prossimo davanti all'Assemblea generale delle nazioni Unite Cuba presenterà, come accade da anni, la sua mozione contro il blocco economico imposto 47 anni fa dall'amministrazione statunitense. E' la diciottesima volta che accade. Il cancelliere cubano Bruno Rodriguez, questa volta punterà il dito contro i danni causati dal bloqueo in fondamentali settori sociali cubani come quello dell'educazione e della sanità.
Danni che l'amministrazione cubana ha quantificato in migliaia di miliardi di dollari: le sanzioni contro L'Havana, infatti, sono in vigore dal 3 febbraio 1962.
Nonostante tutto dai vertici del partito comunista cubano c'è la speranza che il presidente Barack Obama possa essere la persona ideale per mettere fine alle sofferenze obbligate dei cubani. E non si nasconde nelle ultime settimane la possibilità di lavorare per normalizzare le relazioni bilaterali.
Certo è che Obama non ha dato molti segnali positivi agli eredi del Lider Maximo.

La scorsa settimana, infatti, il presidente usa ha messo la firma sul documento che approva il prolungamento di un anno delle sanzioni contro Cuba. Una mossa che non tutti si aspettavano soprattutto considerando le aperture americane dell'ultimo periodo.
Durante l'ultima riunione nell'ottobre dello scorso anno, la votazione non vincolante ha raggiunto una maggioranza schiacciante, quasi un plebiscito bulgaro, in favore di Cuba: 185 nazioni a favore dell'eliminazione del blocco. Dal 1992 mai e poi mai l'assemblea si è schierata n favore del bloqueo. Il fatto che la decisione non vincoli gli Usa, però, consente a Washington di mantenere sotto scacco i cubani e gli altri paesi che vorrebbero aiutare l'isola ma che per paura di ritorsioni economiche non lo fanno.
"Non è difficile immaginare il progresso che avrebbe potuto raggiungere la nostra isola se non ci fosse stato il bloqueo. Così come non è difficile immaginare di cosa si sia dovuta privare in quasi 50 di sottomissione a questa guerra economica" ha detto Rodriguez ai margini di una conferenza stampa in cui ha presentato il documento che sottoporrà all'Onu. E non si è limitato a questo. Il cancelliere cubano, infatti ha ricordato che sette abitanti su dieci dell'isola sono nati sotto il blocco statunitense e ha definito la politica di Washington contro Cuba come "obsoleta, eticamente inaccettabile e fallimentare".

Fra una spallata e l'altra Rodriguez a trovato anche il tempo per definire Obama "un uomo dalle buone intenzioni e disponibile oltre che un politico moderno". Allo stesso tempo il capo della diplomazia cubana ha fatto sapere che i vertici dell'isola "non negozieranno con nessuno né con gli Usa né con altri. Obama ha la storica occasione di usare tutto quello che è in suo potere per eliminare il bloqueo. Obama è l'uomo del cambio e gli americano l'hanno votato soprattutto per questo. Ma per quanto riguarda il bloqueo contro Cuba non ci sono cambiamenti. E' certo che c'è una minore aggressività. Cuba vuole avere un dialogo. Ma che sia dignitoso e paritario e che non vada a intaccare la nostra sovranità nazionale". Per i risultati e le eventuali reazioni Usa appuntamento al prossimo ottobre. Se qualcosa dovrà cambiare l'inizio sarà sicuramente la prossima riunione davanti all'Assemblea delle Nazioni Unite.

Alessandro Grandi

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