25/02/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



Lo slum dovrebbe diventare un'area residenziale entro i prossimi cinque anni

Le autorità keniane hanno iniziato il trasferimento degli abitanti della più vasta baraccopoli africana. Lo slum di Kibera, a Nairobi, ospita circa un milione di persone ed è afflitto da sovraffollamento, alto tasso di criminalità e gravi problemi igienici. Secondo il Primo ministro Raila Odinga ci vorranno dai due ai cinque anni per eliminare tutte le baracche e trasformare l'area "in una zona residenziale dotata di scuole moderne, negozi, parchi giochi e altre strutture".
Le prime persone sono state trasferite questa mattina in trecento appartamenti di nuova costruzione situati nelle vicinanze, per i quali pagheranno dieci dollari di affitto al mese.
Il progetto, supportato dalle Nazioni Unite, è però fortemente contestato dai residenti che si sono appellati alla giustizia per rivendicare il possesso del terreno e di fatto hanno temporaneamente bloccato le demolizioni. Il 90 per cento degli abitanti dello slum di Kibera hanno preso in affitto le abitazioni da keniani più abbienti, che negli ultimi trent'anni hanno costruito quelle strutture temporanee su un'area demaniale.
Anche la comunità nubiana, etnia a cui appartengono gli originari abitanti della regione, è contraria al provvedimento del governo e afferma che bisognerebbe lavorare per migliorare le strutture già esistenti.

Parole chiave: Kenya
Luogo: Kenya