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Il parlamento europeo ha approvato a maggioranza assoluta la rielezione di José Manuel Durão Barroso a presidente della Commissione Europea. Il politico portoghese ha ottenuto 382 voti a favore, 219 contrari (mentre 117 deputati si sono astenuti), riuscendo a convincere i liberali e parte dei socialisti, che prima dell'estate si erano schierati contro il rinnovo del suo mandato, oltre che i rappresentanti del Partito Popolare Europeo (PPE) e gli euroscettici britannici, cechi e polacchi, da sempre suoi sostenitori.
Il largo consenso ottenuto da Barroso gli consentirà di garantire stabilità alla Commissione nei prossimi cinque anni, durante i quali entrerà in vigore il nuovo Trattato di Lisbona.
Il neo rieletto presidente ha ringraziato il Parlamento per la fiducia riposta in lui e ha ribadito il suo impegno a lavorare in collaborazione "con tutti i gruppi politici che sognano un'Europa libera e solidale". Gli obiettivi di Barroso saranno il rafforzamento del modello europeo di "economia sociale di mercato", la stesura di un regolamento per risolvere i problemi di attuazione della direttiva sui lavoratori distaccati, che ha provocato gravi disuguaglianze tra lavoratori con cittadinanza europea e immigrati, e la revisione della direttiva sull'orario di lavoro, che allo stato attuale consente di stipulare contratti individuali tra datore di lavoro e dipendente da 65 ore la settimana.