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Se il summit sul clima dell'Onu previsto a dicembre dovesse fallire porterebbe a una "catastrofe globale in termini sanitari". E' quanto hanno riferito diciotto organizzazioni mediche professionali mondiali sulle riviste specializzate The Lancet e British Medical Journal, sottolineando l'urgenza di una linea comune sull'emergenza clima.
In un editoriale, i giornali affermano che la gente povera delle nazioni tropicali sarà la più più colpita dai cambiamenti climatici. Secondo queste organizzazioni, frenare il cambiamento climatico porterebbe benefici alla salute e l'aria sarebbe più pulita.
Il summit di dicembre dell'Onu, che si svolgerà a Copenaghen, dovrebbe rinnovare l'ormai superato, e anche poco rispettato, Protocollo di Kyoto. Ma le prospettive non sono delle migliori, dopo che i colloqui preparativi hanno evidenziato una mancanza di accordo su quanto tagliare le emissioni di gas delle serre e su come finanziare la protezione dai cambiamenti climatici di cui hanno bisogno i paesi più poveri. "C'è il serio pericolo che i politici restino indecisi, specialmente in questi tempi così turbolenti dal punto di vista economico", è scritto nella lettera firmata dalle 18 associazioni mediche. "Ma se il loro responso sarà debole, i risultati sarebbero catastrofici per la salute internazionale".
Il problema è che l'aumento delle temperature incrementa la trasmissione di malattie infettive, riduce le scorte alimentari e di acqua pulita nei paesi in via di sviluppo, e fa aumentare il numero della gente che muore a causa del clima caldo nelle regioni solitamente temperate.