Quattro terroristi sono stati liberati in barba agli accordi internazionali.
La storia dell'indulto - Quattro terroristi di origine cubana, Luis Posada Carriles,
Gaspar Jiménez Escobedo, Guillermo Novo Sampoll e Pedro Remon Rodriguez, detenuti
nelle carceri panamensi con pene che andavano dai sette agli otto anni di reclusione,
sono stati liberati (dopo pressioni venute dagli Stati Uniti) con un indulto,
dalla (ormai ex) presidentessa Mireya Moscoso lo scorso agosto. La notizia però
non ha avuto molto spazio nell’informazione internazionale.
Le reazioni - L’indulto ai quattro terroristi (divenuto esecutivo subito dopo l’espulsione
da Panama dell’ambasciatore cubano Carlos Zamora Rodriguez), ha scatenato le furiose
reazioni dei parenti delle vittime dei loro attentati, e quelle del governo di
Cuba.
I protagonisti - Luis Posada Carriles, uno dei quattro scarcerati (ricercato anche dalla giustizia
venezuelana), è il responsabile diretto reo confesso dell’esplosione in volo,
avvenuta nel 1976, di un aereo della linea ‘Cubana de Aviacion’, che causò la
morte di 73 persone. Sarebbe anche responsabile dell’attentato dinamitardo ad
un hotel della capitale l’Havana, che alla fine degli anni novanta provocò la
morte del turista italiano Fabio Di Celmo. E’ stato per molto tempo collaboratore
della Cia.
Gaspar Jiménez Escobedo, addestratore di mercenari, sarebbe implicato nell’omicidio,
avvenuto in Messico, del tecnico cubano Artannan Diaz.
Guillermo Novo Sampoll, sarebbe responsabile di attentati esplosivi ad ambasciate
cubane, aerei ed imbarcazioni di paesi che commerciano con Cuba (a tal punto che
oggi numerosi paesi potrebbero richiederne l’estradizione). Fu al servizio della
DINA cilena del sanguinario dittatore Augusto Pinochet.
Pedro Remon Rodriguez, anch’egli reo confesso, assassinò l’11 settembre 1980
a New York il diplomatico cubano Félix Garcia Rodriguez.
Erano stati arrestati, nel 2000, perché trovati in possesso di 9 chili di esplosivo
destinato ad un attentato contro il Presidente cubano, Fidel Castro Ruiz, in visita
ufficiale a Panama.
Le diatribe diplomatiche - Appena ventilata l’ipotesi della liberazione dei quattro, il governo cubano
aveva
fatto sapere che avrebbe considerato “responsabili dell’impunità e complici”,
tutti quei paesi che avressero acconsentito all’accesso sul loro territorio dei
quattro terroristi.
Il ministero degli esteri dell'isola caraibica aveva fatto notare che così facendo
si sarebbero violate le norme e gli impegni internazionali assunti per la lotta
al terrorismo. Dal momento dell’indulto si sono automaticamente rotti i rapporti
diplomatici fra Cuba e Panama.
E’ evidente che l’azione panamense ha avuto il benestare degli Stati Uniti d’America
dove sono molto attivi, soprattutto a Miami, gruppi anticastristi formati da mercenari
e esuli cubani. A conferma di tutto questo ci sarebbe la registrazione di una
telefonata fatta dalla ex presidentessa Moscoso ad un ex ambasciatore Usa. Nel
messaggio lasciato nella segreteria telefonica si sente: “ Ambasciatore, buongiorno.
Parla la Presidentessa per informarla che i quattro cubani sono stati liberati
ieri sera e che hanno già abbandonato il paese. Tre sono a Miami e il quarto ha
preso una direzione sconosciuta. A presto un abbraccio”. La Moscoso ha riconosciuto
di aver fatto la telefonata.
L’opinione pubblica - L'opinione pubblica panamense è sconcertata, consapevole del fatto che questa
azione potrebbe ritorcersi contro il Paese. Attacchi molto pesanti dalla società
civile, dal nuovo presidente Torrijos e dagli stessi giudici che avevano condannato
i
quattro, sono piovuti sulla Moscoso.
Jorge Illueca, ex presidente panamense, ha definito la liberazione dei quattro
un colpo all’integrazione latino americana. e ha aggiunto che “questo fatto danneggia
i sentimenti più profondi del panamericanismo e ha già motivato, oltre alla rottura
dei rapporti diplomatici con Cuba, il ritiro dell’ambasciatore del Venezuela e
l’assenza del presidente Chavez alla cerimonia del passaggio dei poteri fra i
due presidenti”.
Nella dichiarazione congiunta firmata da quaranta membri (appartenenti a diverse
formazioni politiche) del parlamento centro americano (Parlacen) che critica la
decisione della Moscoso, si legge: “Invitiamo i popoli del mondo civilizzato a
non accettare questa decisione a favore di quei terroristi che mettono a rischio
la stabilità e la pace