14/09/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



Navi Pillay denuncia le violazioni delle convenzioni internazionali in materia

I respingimenti in mare dei migranti, "abbandonati e respinti senza verificare in modo adeguato se stanno fuggendo da persecuzioni", violano il diritto internazionale.

È l'accusa di Navi Pillay, Alto Commissario Onu per i diritti umani, che segue quelle lanciate nei mesi scorsi dall'Unhcr.
La Pillay sostiene che "la pratica della detenzione dei migranti irregolari, della loro criminalizzazione e dei maltrattamenti nel contesto dei controlli delle frontiere deve cessare"
Nel suo discorso per l'apertura della 12° sessione del Consiglio per i diritti umani parla delle morti in mare dei migranti e delle "sofferenze di quelli che vengono abbandonati al largo delle coste della Libia, di Malta e dell'Italia", ricordando il barcone di eritrei naufragato lo scorso agosto e citando anche altri episodi, avvenuti nel Golfo di Aden, nei Carabi e nell'Oceano indiano.
Secondo l'Onu oggi le navi che attraversano il Mediterraneo ignorano le suppliche d'aiuto provenienti dalle imbarcazioni in difficoltà, dando per scontato che trasportino migranti, e in molti casi le autorità fanno lo stesso lasciando queste persone in balia di stenti e pericoli "come se stessero respingendo barche cariche di rifiuti pericolosi".

Categoria: Diritti, Migranti, Politica