01/11/2003
stampa
invia
Dettagli tecnici sul muro israeliano
scritto per noi da
Maurizio Debanne
Da più di un anno Israele sta costruendo un muro lungo il confine della
Cisgiordania per impedire ai kamikaze palestinesi di farsi esplodere
nelle strade di Gerusalemme o Tel Aviv. Il muro, una volta terminato,
sarà lungo circa 600 km contro i 350 km della linea verde.
I lavori sono cominciati nel giugno del 2002 intorno al distretto della
città di Zububa , estremo nord della Cisgiordania, e nel luglio 2003 è
stato completato il settore nord che giunge poco più a sud della città
di Qalqilya. La parte settentrionale del tracciato è lunga 145 km: 132
km costituiti da un recinto elettronico mentre i restanti 13 km sono in
cemento armato.
Il muro è alto 8 metri, è circondato da fossati (larghi dai 60 ai 100
metri) e da reti di filo spinato, ed ha torri di controllo ogni 300
metri. Lungo il tracciato sono state costruite strade di aggiramento
per soli coloni, 41 varchi agricoli e sono stati eretti 9 check-point
per pedoni e veicoli. Per la realizzazione di questo tratto
settentrionale è stato annesso l'1,6% della Cisgiordania nel quale si
contano 11 colonie, dove vivono 19.880 ebrei, e nel quale risiedono
circa 10 mila palestinesi.
Il costo complessivo dell'operazione è di un milione di dollari al
chilometro. Il 1°ottobre 2003 il governo israeliano ha approvato con 18
voti favorevoli, 4 contrari e un astenuto, la fase due della
costruzione della "barriera difensiva", definita dai palestinesi "muro
dell'apartheid". Contemporaneamente alla prosecuzione del tracciato
principale sarà costruito un tracciato separato che ingloberà 5
insediamenti ebraici: Ariel, Beit Arieh-Elkana, Nili-Naaleh, Gush
Etzion-Efrat and Yatir-Sussia.
I due tracciati potrebbero comunque in futuro unirsi ma per il momento
il premeir israeliano Ariel Sharon ha preferito rimandare la questione
in un momento successivo. Non esistono comunque mappe ufficiali della
parte meridionale del muro e ciò significa che sono possibili
cambiamenti dell'ultima ora. Secondo il quotidiano israeliano Haaretz,
la barriera difensiva avvolgerà la città di Gerusalemme ma per
inglobare la città santa degli ebrei, dei cristiani e dei mussulmani,
Israele sarà costretto ad annettere sul versante occidentale del muro i
popolosi insediamenti Maaleh Adumin, Givon e Har Homa.
Alla fine dei lavori circa 200 mila palestinesi di Gerusalemme est si
troveranno separati dai connazionali in Cisgiordania. Anche la città di
Betlemme subirà l'impatto traumatico della costruzione del muro. Il
tracciato, anche se non è ancora ufficializzato, dovrebbe assicurare a
Israele l'annessione della Tomba di Rachele, luogo santo anche per i
mussulmani. Stessa sorte toccherebbe alla città di Hebron dove i Luoghi
Santi della città sembrano essere destinati a collocarsi sul versante
occidentale del muro.