13/09/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



Mille e duecento tra uomini e donne sono accorsi per "non mancare" al 15° anno di Emergency, la loro Ong

da uno dei nostri inviati

Li riconosci. Camminano logati e fieri di esserlo. Spille, magliette, borse, o un semplice ma ben visibile nastro bianco al polso. In primo piano la E rossa e cerchiata. Non importa di che dimensione, l'importante è averla, è mostrarla, è esserci, è non mancare. E persino tra le frotte di turisti e semplici passanti del centro di Firenze, zona Stazione Santa Maria Novella, emergono, nitidi. Sono i volontari di Emergency, donne e uomini di ogni età con in testa un chiodo fisso, la pace. Un'ossessione, che guida ogni passo, che condiziona ogni gesto e sguardo. Sono duecento più di mille, e sono arrivati in massa per i quindici anni della loro Ong. È il compleanno di tutti, la festa della passione per l'altro, dello stare insieme, del condividere, del dare senza condizioni. L'anniversario di chi, oltre a credere in un altro mondo possibile, lo sta costruendo, mattone dopo mattone.

"E poi quest' anno non potevamo proprio mancare. Abbiamo tutti ancor più bisogno gli uni degli altri per andare avanti". A parlare è Chiara, una volontaria "non importa di dove", che con dolcezza determinata non esita a riferirsi a Teresa, la Tere, il presidente, la perdita grande e incolmabile che ha scosso alle radici la solida organizzazione made in Milano.
"Ma lei è qui. Noi siamo lei. Perché lei è stata e sempre sarà Emergency", taglia corto con voce squillante Marco, alto e grosso, sguardo fiero e aria sorridente. Nessuna commozione, nessun lamento. Non c'è ombra di tristezza fra questo esercito di pace e voglia di fare, forse un po' di malinconia, ma passa, come una folata.
"Piangano quelli che non la conoscevano. noi abbiamo avuto la fortuna di conoscerla di amarla, quindi rimbocchiamoci le maniche", lo ricorda costantemente Cecilia, la figlia di Teresa, a chi è sull'orlo della commozione. E tutti non possono che ripeterselo a ogni appuntamento di questa sei giorni emergenciana "che cambierà la storia", osa dire qualcuno.
E la partecipazione è piena, è forte, la si sente, la si tocca. E quei cuori che battono all'unisono danno energia e sostengono l'intera 'testa' di Emergency. Gino e Cecilia, Maso e Carlo, tutti sono increduli. Sapevano, certo, che i volontari sono la risorsa, la vita, l'afflato della Ong, ma tutto quel calore come immaginarlo? E come descriverlo...

Ed ecco che, nutriti da questa moltitudine, padre e figlia appaiono forti e carichi. Strada, pur provato nel fisico e segnato nello sguardo, riesce a pronunciare uno dei suoi discorsi più memorabili. Traboccante di impegno da rinnovare e da moltiplicare, annuncia che "compito di tutti sarà lavorare dal basso in questo nostro paese ormai in guerra", e magari creare quell'effetto valanga che risvegli le coscienze. Pensa in grande, ma interpreta il bisogno di tutti, di tutti "quelli di Emergency", forse unica speranza per un'Italia in balia di odio e razzismo.

Gli applausi di questa sei giorni resteranno a lungo nella mente di tutti. Quelli scroscianti, liberatori, sinceri, fatti alla plenaria, ai tanti seminari formativi, alle conferenze di Peacereporter, e agli spettacoli serali che gli amici attori, cantanti, musicisti hanno voluto regalare a quella Ong basata su quell'idea folle che la pace la si fa sul campo.
"People have the power, volunteers have the power, Emergency has the power" ha cantato dal palco di un Mandela Forum stracarico la new entry tra i volontari, Patti Smith. E quel potere, ieri sera, lo si sentiva tutto. Da pelle d'oca.

E chissà se per una volta non siano i numeri a dire più di mille parole. I conti son presto fatti: la schiera di Emergency accorsa a Firenze ammontava, ufficialmente, a 1200 persone. Quindi: quanto fa 6000 - 1200? Perché venerdì il palazzetto dello sport ha ospitato seimila persone alla festa. E che dire di sabato. Diecimila, i vigili del fuoco hanno stimato diecimila persone. Non sarà mica che quell'effetto valanga auspicato da Strada sia già bello che iniziato?

 

Stella Spinelli

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