10/02/2004
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Intervista a Suha Bacanakgil
In risposta all'intervista all'Ambasciatore di Cipro in Italia abbiamo
voluto sentire anche il parere dell' Ambasciata di Turchia nella
persona di Suha Bacanakgil, capo consigliere stampa.
Cosa significa per voi bi-zonalità? Quando si pensa a Cipro è molto importante tenere sempre in
considerazione il fatto che la popolazione dell'isola è composta da due
parti egualmente sovrane, i ciprioti turchi e quelli greci. Come
giustamente affermato anche nel C ompromesso di Zurigo-Londra , che nel
1963 ha dato vita alla Repubblica indipendente di Cipro , i ciprioti
greci e turchi sono sovrani in egual misura e nessuna delle due parti
può essere considerata una minoranza . Il rifiuto di questa verità e
gli sforzi compiuti dai greco-ciprioti per modificare lo status di
sovranità dei ciprioti turchi, riducendoli a una minoranza , ha minato
la Repubblica indipendente di Cipro e provocato decenni di conflitti.
Uguaglianza, pari dignità tra le due parti e mantenimento del ruolo
di stati garanti da parte di Grecia e Turchia. Sono solo
questi i requisiti per riaprire i negoziati? A seguito di molti anni di sofferenza per gli attacchi dei militanti
greco-ciprioti, che hanno provocato migliaia di morti, i turco-ciprioti
hanno creato uno stato autonomo, la Repubblica Turca di Cipro del Nord
(TRNC) per garantire il loro basilare diritto umano, il diritto alla
sopravvivenza . Dal 1983, la TRNC è una democrazia funzionante, con un
parlamento liberamente eletto e un sistema multipartitico, un sistema
giudiziario indipendente e una struttura economica in pieno sviluppo,
malgrado l'embargo economico imposto dalla parte greco-cipriota e le
restrizioni decise dalla comunità internazionale. Le ultime elezioni,
che hanno avuto luogo il 14 dicembre 2003, costituiscono un ottimo
esempio di come la democrazia funzioni adeguatamente nella parte
settentrionale di Cipro.
E' possibile una convivenza pacifica nello stesso stato di due culture diverse? Dall'inizio del conflitto la parte turco-cipriota ha sempre cercato di
raggiungere una soluzione di ampio respiro, percorribile e giusta,
sulla base del concetto di pari sovranità dei ciprioti greci e
turchi. È interessante notare come, sebbene alcuni circoli
l'abbiano ritratto come l'ostacolo principale per il raggiungimento di
una soluzione, H.E. Rauf Denktaþ, Presidente della TRNC, sia la persona
che ha dato vita a numerose iniziative per la soluzione del problema,
in contrasto con la posizione irremovibile della parte greco-cipriota.
I colloqui diretti tenutisi regolarmente tra i leader della parte greca
e turca tra il gennaio 2002 e il marzo 2003 e l'apertura delle
frontiere nell'aprile 2003 sono alcuni recenti esempi delle iniziative
costruttive intraprese da H.E. Denktaþ.
Quali sono le speranze della classe politica turca? Oggi la parte turco-cipriota, che ha sempre supportato la missione del
Segretario Generale dell'ONU, ha espresso la propria volontà di
partecipare ai negoziati assumendo il Piano Annan come uno dei punti di
riferimento principali, con il sostegno della Turchia. In questo
contesto la leadership turco-cipriota, tra cui il Presidente, il Primo
Ministro recentemente eletto e il vice Primo Ministro, si sono recati a
New York l'8 febbraio 2004, su invito del Segretario Generale dell'ONU
Annan.
Non bisogna dimenticare che ogni proposta che si prefigga di costituire
una soluzione praticabile, di ampio respiro, giusta e duratura al
problema di Cipro, deve avere come punto essenziale il riconoscimento
della pari sovranità delle parti turca e greca.
La pari sovranità dei ciprioti greci e turchi è stata riconosciuta a
livello internazionale dai ciprioti greci oltre che da Grecia, Regno
Unito, Turchia e dai ciprioti turchi quasi quarant'anni fa, con il
compromesso di Londra-Zurigo. La capacità da parte dell'attuale
amministrazione greco-cipriota di accettare questo fatto storico nella
presente occasione sarà determinante per il destino dei negoziati.
Alessandro Grandi