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Il giornale kuwaitiano Al-Siyasa ha denunciato che Hezbollah sarebbe in possesso di armi chimiche. Il quotidiano riporta che "fonti europee" sostengono che un'esplosione, avvenuta più di un mese fa in un deposito in Libano, sarebbe da ricollegare alla presenza di armi chimiche al suo interno. Nell'articolo si fa riferimento al fatto che Hezbollah starebbe ricevendo dall'Iran attrezzature per il trattamento di sostanze usate nella produzione di armi chimiche.
Tali fatti sarebbero in contrasto con la risoluzione Onu 1701, emessa dopo la guerra del 2000 tra Libano e Israele, che vieta a Hezbollah la proliferazione degli armamenti.
Il numero due di Hezbollah, Sheik Naim Kassem, ha dichiarato al riguardo che "non c'è stata alcuna violazione della risoluzione 1701" e che "quanto è accaduto è un normale incidente che ha a che fare con le mine che sono state raccolte durante e dopo la ritirata israeliana dal Libano nel 2000".
Le affermazioni del quotidiano seguono quelle dell'israeliano Haaretz che qualche giorno fa aveva denunciato che Hezbollah stesse ammassando 40mila razzi al confine con Israele. Tali affermazioni erano poi state smentite sia da autorità libanesi sia da ufficiali della missione UNIFIL.