21/10/2004versione stampabilestampainvia paginainvia



Gli omosessuali giamaicani vivono quotidianamente con la paura di essere uccisi.

Una stazione di polizia11 ottobre 2004 - Spiagge bianchissime, sole, mare azzurro turchese, le caratteristiche che rendono famosa la Giamaica sono queste.
Ma quest’isola, che anche fra le più pericolose del mondo (a causa della microcriminalità), deve combattere, e cercare di vincere, la sua battaglia contro la cultura omofoba prevalente nel Paese.
In Giamaica gli abusi contro gay, lesbiche, bisessuali e transessuali sono all’ordine del giorno.


Amnesty International, l’organizzazione che da molti anni sostiene le manifestazioni organizzate dal mondo gay, ha preso in mano la situazione chiedendo a gran voce che le cose cambino e alla svelta.
Secondo Simona Rizzato, del coordinamento di Amnesty International, “ogni giorno in Giamaica persone di orientamento sessuale diverso sono vittime di maltrattamenti, linciaggi pubblici, stupri e omicidi. Nella stragrande maggioranza dei casi, la polizia non si preoccupa di proteggere gay, lesbiche, bisessuali e tr ansessuali; anzi molto spesso sono proprio gli agenti ad approvare o addirittura commettere questo tipo di azioni.”


Esiste, in Giamaica, una radicata cultura maschilista e omofoba. Gli omosessuali stanno così diventando sempre più l'obiettivo di crimini violenti. Spaventati, spesso Bandiera della Jamaica non sporgono nemmeno denuncia contro i loro aggressori, per timore di dover venire allo scoperto.
E' questo, secondo molti difensori dei diritti umani, il risultato della natura omofoba della società giamaicana, dove la diffamazione degli omosessuali è sempre stata la norma.


Secondo Claudia Rubino di Amnesty International: “ I gay, le lesbiche, i transessuali e i bisessuali, purtroppo in Giamaica sono veramente discriminati. E non solo dalla popolazione e dalle autorità di polizia. Addirittura i testi di famose canzoni reggae, contengono frasi omofoniche che incitano alla discriminazione e, senza indugio, all’omicidio.” E continua: “ Alcuni cantanti di fama internazionale come Beenie Man e Buju Banton hanno dovuto annullare i loro concerti di Londra, dove è esplosa l'ira della comunità gay britannica. I testi delle loro canzoni erano evidenti inni all’aggressione dei gay".


Per porre fine a questo clima di violenza e di discriminazione che vige in Giamaica, Amnesty Intenational ha lanciato un appello al primo ministro P J. Patterson esortandolo a dichiarare pubblicamente che le violenze e gli abusi nei confronti di lesbiche, gay, transessuali e bisessuali non saranno più tollerate. Prendere urgenti e La Jamaica vista dal satelliteconcreti provvedimenti per impedire altre violenze, altre discriminazioni, infine, avviare un dibattito parlamentare per ottenere l’abrogazione della legislazione che criminalizza le relazioni sessuali tra adulti consenzienti.”


Anche se il codice in Giamaica non fa mai esplicitamente riferimento all'omosessualità, la legge sui reati contro la persona proibisce "gli atti di esplicita indecenza", intendendo con questo gli atti osceni in luogo pubblico, e quella legge contempla il reato di "sodomia", definito come rapporto tra un uomo e una donna o tra due uomini, senza che sia necessario che vi sia uso della forza o negazione del consenso, per il quale è prevista una pena fino a dieci anni di carcere. “ Ci sono ben settanta paesi al mondo” ricorda ancora Claudia Rubino “che non ammettono l’omosessualità. In quattro paesi invece, esiste addirittura la pena di morte”.


In tutto il continente americano ci sono legislazioni che condannano l’omosessualità e discriminano gay, lesbiche, transessuali e bisessuali. Amnesty International sta lottando, perché tutto questo abbia fine.

Alessandro Grandi

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