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11 ottobre 2004 - Spiagge bianchissime, sole, mare azzurro turchese, le caratteristiche che rendono
famosa la Giamaica sono queste.
Ma quest’isola, che anche fra le più pericolose del mondo (a causa della microcriminalità),
deve combattere, e cercare di vincere, la sua battaglia contro la cultura omofoba
prevalente nel Paese.
In Giamaica gli abusi contro gay, lesbiche, bisessuali e transessuali sono all’ordine
del giorno.
Amnesty International, l’organizzazione che da molti anni sostiene le manifestazioni
organizzate dal mondo gay, ha preso in mano la situazione chiedendo a gran voce
che le cose cambino e alla svelta.
Secondo Simona Rizzato, del coordinamento di Amnesty International, “ogni giorno
in Giamaica persone di orientamento sessuale diverso sono vittime di maltrattamenti,
linciaggi pubblici, stupri e omicidi. Nella stragrande maggioranza dei casi, la
polizia non si preoccupa di proteggere gay, lesbiche, bisessuali e tr ansessuali; anzi molto spesso sono proprio gli agenti ad approvare o addirittura
commettere questo tipo di azioni.”
Esiste, in Giamaica, una radicata cultura maschilista e omofoba. Gli omosessuali
stanno così diventando sempre più l'obiettivo di crimini violenti. Spaventati,
spesso
non sporgono nemmeno denuncia contro i loro aggressori, per timore di dover
venire allo scoperto.
E' questo, secondo molti difensori dei diritti umani, il risultato della natura
omofoba della società giamaicana, dove la diffamazione degli omosessuali è sempre
stata la norma.
Secondo Claudia Rubino di Amnesty International: “ I gay, le lesbiche, i transessuali
e i bisessuali, purtroppo in Giamaica sono veramente discriminati. E non solo
dalla popolazione e dalle autorità di polizia. Addirittura i testi di famose canzoni
reggae, contengono frasi omofoniche che incitano alla discriminazione e, senza
indugio, all’omicidio.” E continua: “ Alcuni cantanti di fama internazionale come
Beenie Man e Buju Banton hanno dovuto annullare i loro concerti di Londra, dove
è esplosa l'ira della comunità gay britannica. I testi delle loro canzoni erano
evidenti inni all’aggressione dei gay".
Per porre fine a questo clima di violenza e di discriminazione che vige in Giamaica,
Amnesty Intenational ha lanciato un appello al primo ministro P J. Patterson esortandolo a dichiarare pubblicamente che le violenze e gli abusi
nei confronti di lesbiche, gay, transessuali e bisessuali non saranno più tollerate.
Prendere urgenti e
concreti provvedimenti per impedire altre violenze, altre discriminazioni, infine,
avviare un dibattito parlamentare per ottenere l’abrogazione della legislazione
che criminalizza le relazioni sessuali tra adulti consenzienti.”
Anche se il codice in Giamaica non fa mai esplicitamente riferimento all'omosessualità,
la legge sui reati contro la persona proibisce "gli atti di esplicita indecenza",
intendendo con questo gli atti osceni in luogo pubblico, e quella legge contempla
il reato di "sodomia", definito come rapporto tra un uomo e una donna o tra due
uomini, senza che sia necessario che vi sia uso della forza o negazione del consenso,
per il quale è prevista una pena fino a dieci anni di carcere. “ Ci sono ben settanta
paesi al mondo” ricorda ancora Claudia Rubino “che non ammettono l’omosessualità.
In quattro paesi invece, esiste addirittura la pena di morte”.
In tutto il continente americano ci sono legislazioni che condannano l’omosessualità
e discriminano gay, lesbiche, transessuali e bisessuali. Amnesty International
sta lottando, perché tutto questo abbia fine.
Alessandro Grandi