06/01/2004versione stampabilestampainvia paginainvia



Appellandosi alla legge della reciprocità
Il Brasile scheda i cittadini Usa"Quello che sta succedendo alle frontiere del Brasile penso sia un modo per imporre la propria personalità e indipendenza. Non è una semplice ritorsione”. Danilo Zolo , professore di filosofia del diritto all'università di Firenze, commenta così quello che sta succedendo in Brasile. Da sabato 3 gennaio il giudice federale, Julier Sebastiao de Silva, appellandosi al “diritto di reciprocità”, ha ordinato alla polizia di sottomettere i cittadini Usa agli stessi controlli che gli Stati Uniti hanno deciso di imporre agli stranieri: la rilevazione delle impronte digitali.

“E’ una reazione piena di forza e di energia polemica – ha precisato l'esperto in diritto internazionale – Un’attiva e orgogliosa reazione che mi ha sorpreso per la tempestività. E’ un segno di identità e dignità. Una prova di autonomia che ancora una volta proviene dal Brasile”.

Il Brasile scheda i cittadini Usa Danilo Zolo è convinto dell’importanza del Paese di Lula nel processo di sviluppo del continente latinoamericano. “E’ un’evoluzione che si basa su forme di indipendenza dagli Stati Uniti – spiega il costituzionalista – e parte dalla indipendenza economica. La recente politica del presidente Lula si sta muovendo proprio in questo senso. L’atteggiamento di resistenza del Mercosur all’ Alca è molto costruttivo. Gli accordi economici sottoscritti con Africa, Cina e Medioriente vanno letti proprio in questa chiave: costruire un mercato alternativo.

Un provvedimento che in Brasile sta suscitando reazioni diverse. Il ministro del turismo, Wilfredo Mares Guia, si è detto contrario e ha affermato che farà tutto il possibile affinché il governo impugni la decisione del giudice federale. La decisione spetterà direttamente al presidente.

Anche il sindaco di Rio de Janeiro, César Maia, temendo gravi ripercussioni sul turismo, ha impugnato il provvedimento. 

Il ministro delle relazioni estere ha dichiarato ieri che il cancelliere brasiliano, Celso Amorim, ha proposto all'ambasciatrice statunitense, Donna  Hrinak, che i brasiliani siano esentati dai severi controlli Usa.

Posizione distinta quella dell'antropologo brasiliano Leonardo Boff . “E’ un atto che non appartiene allo spirito del Brasile – ha commentato –. Non fa parte della nostra mentalità. Siamo un Paese aperto a tutti, ospitale. L’imposizione del visto agli stranieri in Usa è stata dettata da una paranoia governativa che ci è sconosciuta. E’ una reazione patologica al terrorismo che incrementa la paura nella cittadinanza. Noi ne siamo fuori e dovremmo restarci. Nonostante sia perfettamente legale, il Brasile deve farne a meno. La generosità e la positività devono continuare a imperare, a dispetto di tutto”.

Stella Spinelli
 
Categoria: Migranti
Luogo: Brasile