27/08/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



Intervista al Colonnello Giuseppe Perrone, portavoce del comandante del contingente italiano della missione Unifil

 

a cura di
Marcello Brecciaroli

Intervista al Colonnello Perrone, portavoce del comandante del contingente italiano della missione Unifil

 

Colonnello com'è la situazione sul campo?
Direi che posso definirla estremamente calma, anche perché siamo nel mese del Ramadan che è una festività che viene rispettata da tutti, anche dalla popolazione cristiana. La convivenza delle varie confessioni qui è molto buona.

Colonnello i suoi uomini si occupano anche di monitorare il movimento di armamenti nell'area non è vero?
Questo per noi è uno preciso compito, controlliamo rigorosamente che non ci sia afflusso di armamenti nelle zone sotto il controllo Unifil.

Il giornale Ha'aretz ha denunciato che Hezbollah avrebbe ammassato 40 mila razzi al confine con Israele in vista di un attacco, vuole commentare?
Questo mi sembra un numero di pura invenzione. Anche noi abbiamo letto la notizia, ma ribadisco che garantire il rispetto della risoluzione 1701 sul controllo degli armamenti è una nostra priorità.
Noi effettuiamo pattugliamenti su tutta la blu line tra lo stato di Israele e il Libano.

Avete contatti con i media israeliani?
No, loro non vengono qui e il fatto che tra Israele e Libano non ci siano relazioni diplomatiche non consente neanche altri tipi di contatti.

Per quanto riguarda la parte israeliana invece avete notato situazioni anomale?
Anche Israele è costantemente monitorato e anche li siamo in uno stato di calma e di routine.

Per quanto riguarda il territorio invece, come interagite con la popolazione?
La nostra missione comprende un comparto SIMIC che si occupa della cooperazione civile-militare che porta avanti attività di grande impatto sulla popolazione. L'opera di sminamento che gli italiani portano avanti è estremamente rilevante per la popolazione che può riprendere possesso delle terre, attivando così un circolo virtuoso.
I nostri reparti medici inoltre operano nelle zone rurali dove altrimenti sarebbe difficile ricevere cure adeguate.

Parole chiave: unifil
Categoria: Guerra, Politica, Popoli
Luogo: Libano