29/12/2003versione stampabilestampainvia paginainvia



Intervista a Sonia Perez, giornalista del quotidiano Prensa Libre
Guatemala al votoQual è l'atmosfera nel Paese? La capitale, la scorsa notte ha festeggiato. E' qui che Berger ha vinto. All'interno del Paese, invece, è stato Colom il favorito.
La gente è soddisfatta. Soddisfatta per aver messo fuori gioco l'FRG ( Frente Republicano Guatemalteco ), il partito del presidente uscente  Portillo e di Rios Montt (che tuttavia, in Parlamento, continua ad essere la forza politica con il maggior numero di seggi). L'altissima affluenza alle urne – il 58 per cento degli aventi diritto al voto, al primo turno, il 55 al secondo - dimostra che la la gente ha voluto castigare l'FRG per gli atti di corruzione, la violenza, la crisi dei diritti umani di cui ha sofferto il Guatemala in questi anni. Il voto di massa è stato come dire “ non vogliamo più l'FRG, non vogliamo più il partito di Rios Montt”. Questo era il risultato da raggiungere. L'abbiamo ottenuto al primo turno. La vittoria di Berger o di Colom importava meno. Non a caso, la differenza tra i due è stata molto bassa: del 10 per cento circa.

Un'altissima affluenza alle urne nonostante le minacce... Sì, ce ne sono state parecchie. La sensazione era che si volessero boicottare le elezioni.

Berger, una speranza per il Guatemala Da parte di chi? Degli ex paramilitari , soprattutto. A loro, il governo di Portillo ha da poco accordato una 'pensione'. La prima trance è stata pagata, ma sul resto si sta decidendo. E' naturale, quindi, che questo gruppo spingesse per la vittoria dell'FRG.

Quali sono i timori per questa presidenza?  Tra le fila di Berger ci sono dei militari. Alcune organizzazioni temono una rimilitarizzazione, ma finchè non sapremo quale sarà la composizione del governo, è difficile dire qualcosa.

A che punto è l'attuazione degli accordi di pace? Proprio oggi si compiono 7 anni dalla loro firma, nel 1996. Queste sono le seconde elezioni dalla fine della guerra civile . Le prime furono nel 1999, quando vinse il partito di Rios Montt. Ebbene, c'è stato il compimento di una parte degli accordi, ma molto resta da fare: occorre affrontare la questione sociale, lottare contro la discriminazione delle popolazioni indigene, la povertà, l'esclusione. Ed avviare un processo di redistribuzione della ricchezza e della terra.

Oscar Berger Berger è sostenuto dai grandi capitali nazionali e internazionali. Con queste premesse è realistico pensare ad una riforma agraria?
Credo che una riforma agraria vera e propria sia impossibile da realizzare. Tanto meno con un governo come quello di Beger, sostenuto dall'oligarchia e dalla grande industria. Ma qualcosa si farà: di sicuro verrà avviata un'indagine per sapere a chi appartiene la terra. E progetti per migliorare le condizioni di vita della gente, soprattutto nelle campagne.  L'80 per cento del Paese è povero, la miseria si concentra nelle zone rurali e tra le popolazioni indigene. Fuori dalle città manca tutto: la terra, il lavoro, la giustizia, la sicurezza.

Cosa cambierà in Guatemala ora? Non lo sappiamo, ma un passo in avanti ci sarà senz'altro. Stiamo uscendo da un'amministrazione  corrotta (abbiamo addirittura dei  ministri in galera), aggressiva con la stampa, che negli ultimi anni non ha fatto altro che aggravare la violenza quotidiana e la situazione dei diritti umani. In questo momento vediamo il futuro con molta speranza. Ci auguriamo che il nuovo presidente rispetti le promesse elettorali: sicurezza, miglioramento delle condizioni economiche della popolazione, progetti per l'infanzia e la maternità.

E' un ottimo segnale che Berger voglia la collaborazione di Colom al  governo. E soprattutto, che già oggi un gruppo di persone molto rappresentative nella lotta per i diritti umani (da Rigoberta Menchù a Helen Mack ) sia andato dal neo-presidente con una serie di richieste, tra cui il riconoscimento dei diritti dei popoli indigeni.
Infine, Berger ha  esplicitamente chiesto alla Menchù di far parte del suo governo. E' probabile che lei accetti. 

Paola Erba
 
Categoria: Elezioni, Politica
Luogo: Guatemala