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Sarebbero almeno 13 mila (20 mila secondo l'agenzia Reuters) i lavoratori di una miniera di platino sud africana che hanno incrociato le braccia da lunedì, dopo il rifiuto dell'accordo raggiunto tra la compagnia Impala Platinum e i sindacalisti, che prevedeva un incremento dei salari del 10 per cento.
A Rustenburg, nel nord-est del Paese, "gli unici ancora al lavoro sono gli operai delle raffinerie" ha affermato oggi Lesiba Seshoka, portavoce dell'Unione Nazionale dei Minatori.
Ieri dieci manifestanti sono stati arrestati dopo alcuni brevi scontri con la polizia, che ha sparato proiettili di gomma contro la folla dopo che due auto erano state date alle fiamme.
Se lo sciopero continuasse a lungo si potrebbero registrare rialzi delle quotazioni del platino - di cui la società Implats, che opera anche i Zimbawe, è il secondo produttore mondiale - utilizzato nelle marmitte catalitiche e in gioielleria.
Nel frattempo anche 4600 lavoratori di due filiali sud-africane della compagnia Aquarius Platinum hanno proclamato uno sciopero per questioni salariali al quale l'azienda ha risposto con un ultimatum, scaduto il quale i manifestanti verranno licenziati. I dirigenti si dicono comunque speranzosi che la vertenza in maniera positiva per entrambe le parti.