24/08/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



Negli scontri dello scorso luglio fra etnia uighura e cinese provocò Han quasi 200 morti e oltre 1700 i feriti

Sono più di 200 le persone che dovranno comparire di fronte a un giudice a Urumqi, capitale dello Xinjiang, per aver partecipato ai violenti scontri avvenuti nella regione il mese scorso. 
Le accuse vanno da vandalismo contro beni dello stato e contro mezzi pubblici, fino a rapina, omicidio e incendio doloso.
Dopo le violenze tra etnia Uighura ed etnia cinese Han, che hanno causato 200 morti, la polizia aveva arrestato più di 1.500 persone: la maggior parte degli arresti sono stati effettuati a Urumqi e Kashgar, città dello Xinjiang meridionale con una forte presenza di popolazione di etnia Uighura.
Non è chiaro quanti fra gli arrestati appartengano a una o all'altra etnia: pare d'altronde che gli avvocati assegnati siano 170 Uighuri e 20 di etnia cinese Han.
Secondo quanto riportato dal Daily China, sarebbero più di 3300 gli elementi di prova raccolti, tra cui mattoni e pietre macchiati di sangue, 91 video e oltre 2 mila fotografie.
I disordini risalgono al 5 luglio scorso, dopo una protesta inizialmente pacifica di alcuni giovani Uighuri: secondo il governo cinese le successive violenze sarebbero state progettate dagli uighuri in esilio, guidati dall'attivista Rebiya Kadeer.
Gli Uighuri chiedono più autonomia e il rispetto della loro cultura e religione: la popolazione uighura tradizionalemte musulmana, sarebbe sistematicamente discriminata dallo stato.  L'insegnamento della della linua uighura è proibita nelle scuole, ai dipendenti pubblici è vietato portar la barba lunga, inoltre
gli uighuri sarebbero discriminati anche nell'accesso alle cure sanitarie, all'istruzione, alla casa e al lavoro.

La violenza nello Xinjiang rappresenta il peggiore caso di disordini etnici in Cina da decenni: le stime ufficiali parlano di 197 morti e oltre 1.700 feriti, secondo il governo per la maggior parte nelle fila degli Han, anche se il Consiglio Mondiale degli Uighuri parla di numerosi morti anche nelle proprie fila.

Categoria: Diritti, Popoli
Luogo: Cina