22/08/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



Migliorano le condizioni dei cinque sopravvissuti sbarcati a Lampedusa

Migliorano le condizioni dei cinque migranti superstiti sbarcati ieri sulle coste di Lampedusa. Secondo quanto riferisce a PeaceReporter la dottoressa Valseka Padovese, solo la ragazza è ancora in condizioni stazionarie: al momento si trova sotto terapia reidratante e alimentazione forzata. I migranti, che adesso sono nel Centro di prima accoglienza dell'isola, sono in stato di previa osservazione che si prolungherà ancora per altre 24-48 ore. Le autorità sono in attesa del nulla-osta dei medici per effettuare il trasferimento a Porto Empedocle, da dove poi verranno smistati in altri centri. Guardia di Finanza e Polizia stanno interrogandoli per far luce su quella che potrebbe essere una tragedia dal conto salatissimo. Secondo le prime testimonianze fornite dai cinque eritrei, sul barcone insieme a loro c'erano almeno altre 60-70 persone. Sarebbero partiti dalla Libia il 28 luglio e nei 23 giorni di navigazione sarebbero tutti morti per disidratazione e fame. Il governo italiano si è detto scettico sulla ricostruzione fornita. La Marina maltese ha recuperato 4 corpi e altri 7 ne ha individuati ma non ha proceduto al recupero perché i cadaveri si trovavano in acque libiche.

La permanenza in mare. Valeska Padovese, la persona che più ha la situazione sotto mano, ritiene difficile che con le temperature registrate nelle ultime settimane, i cinque possano aver resistito tanto a lungo in mare. Le condizioni in cui sono arrivati, sebbene gravi, non dimostravano uno stato di disidratazione così avanzato. O si ipotizza che qualcuno gli abbia fornito assistenza durante il viaggio oppure, al massimo, potrebbero essere salpati dalla Libia non più di 7-10 giorni fa. Tutti hanno bevuto acqua di mare per placare la sete e presentano edemi sulle gambe.

Impegno comune. Il direttore dell'Istituto Nazionale per la promozione della salute delle popolazioni migranti e per il contrasto delle malattie della povertà, Aldo Morrone, ha espresso ottimismo sulla ripresa dei cinque eritrei e auspica un'accurata indagine dell'autorità per chiarire lo svolgimento dei fatti. Il dottor Morrone, impegnato nel monitoraggio e nell'assistenza dei migranti che giungono sull'isola, richiama l'attenzione sulla gravità del fenomeno: "Oggi cinque persone possono raccontarci il loro viaggio infernale. Raccontano dei loro famigliari persi in mare. Ma quante tragedie si consumano nel silenzio perché l'intero carico umano si inabissa nei fondali?". Morrone tiene a sottolineare il prezioso lavoro degli uomini della Guardia di Finanza che "hanno salvato cinque persone". Le motovedette si sono infatti subito attivate nel momento in cui la Marina maltese ha avvisato il centro operativo di Messina. "La Polizia e la Guardia di Finanza hanno sempre prestato la loro collaborazione nel rispetto delle esigenze di salute dei migranti. Anche quando salimmo sulla Pinar lo scorso aprile - ricorda Morrone a PeaceReporter - fu autorizzato su nostra richiesta un elisoccorso per quelli che versavano in condizioni molto gravi. Sono sicuro che le loro indagini verrano svolte nel migliore dei modi". Intanto, il flusso dei migranti continua. Ieri sono sbarcati a Lampedusa una quarantina di magrebini. I medici hanno prestato loro assistenza e dopo aver verificato le loro buone condizioni di salute sono stati trasferiti a Porto Empedocle.

 La nota delle Forze Armate Maltesi. Il portavoce dell'esercito maltese, il Maggiore Ivan M. Consiglio, ha inviato una nota alla redazione di Peacereporter con la quale si intende chiarire la posizione di Malta nella vicenda: "[...] Una pattuglia operante sotto il mandato Frontex ha individuato i cinque migranti mercoledì pomeriggio. Quando la nave militare ha avvicinato il gommone degli immigrati illegali, i cinque eritrei erano in buone condizioni fisiche. Anche la loro imbarcazione era operante e con il motore fuoribordo in azione. I nostri uomini hanno chiesto loro se volevano essere portati a Malta, ma i cinque hanno rifiutato insistendo a voler continuare con rotta Nord-Ovest e raggiungere la loro destinazine. L'esercito ha provveduto a prestare aiuto umanitario così come imposto dalle leggi internazionali e ha infine informato le competenti autorità italiane. [...] Riguardo ai corpi avvistati da un velivolo dell'aeronautica nello spazio di mare compreso tra quello maltese e quello libico bisogna precisare che essi si trovavano in avanzato stato di decomposizione e, ad oggi, non esistono elementi  per affermare che si trattasse di persone che viaggiavano insieme con gli altri cinque soccorsi dalla Guardia di Finanza a largo di Lampedusa".

Nicola Sessa

 

Categoria: Migranti
Luogo: Italia