14/03/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



Riapre la celebre rassegna, con più spazio ad Asia e America Latina
L’Africa torna sugli schermi milanesi e italiani oggi, lunedì 14 marzo, con l’apertura della nuova edizione del Festival del Cinema Africano, d'Asia e America Latina.
Un ormai classico e attesissimo evento, giunto alla sua 15esima edizione, che ha contribuito a portare la cultura cinematografica del sud del mondo dalle nostre parti, dove è ancora sconosciuta.
Tornato nei cinema e nei centri culturali milanesi a pochi giorni dalla conclusione del celebre Fespaco, la rassegna cinematografica che si tiene ogni due anni a Ouagadougou, in Burkina Faso, il Festival ha raccolto, dal 1991, un numero sempre più alto di appassionati o semplici curiosi.
E non si è limitato solo all’Africa, ma dalla scorsa edizione ospita anche pellicole provenienti dall’Asia e dal Sudamerica.
 
Lungometraggi, cortometraggi, documentari e film fuori concorso si alterneranno fino a sabato 20 marzo, giorno delle premiazioni, con la novità della sezione “Retrospettiva”: uno speciale su Nollywood, l’esplosiva industria del cinema nigeriano che ha definitivamente seppellito le sale cinematografica (che sopravvivono soprattutto nell’Africa francofona), e rilanciato il film in versione vhs.
“I motivi di quest’apertura del festival – dicono gli organizzatori del festival -  agli altri continenti del Sud del mondo sono molteplici. Innanzitutto la richiesta degli stessi registi africani di partecipare ad una competizione che che apra le porte ad un confronto con altre cinematografie. Si crea in questo mondo la possibilità di invitare al festival registi dei tre continenti per uno scambio con i professionisti d’Italia e d’Europa. Nonché l’opportunità di stimolare coproduzioni Sud-Sud. Con il coinvolgimento delle realtà cinematografiche d’Asia e d’America Latina si ambisce, infatti, a dare un nuovo impulso al cinema africano sia in termini di sviluppo economico della produzione che dell’inserimento dei professionisti africani nel settore culturale e cinematografico internazionale.
Si moltiplicano gli sguardi sulle cinematografie più nascoste per un ulteriore arricchimento del dialogo multiculturale”.
 

red

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