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Nella prima mattinata di oggi cinque uomini sono rimasti uccisi nel corso di due attentati kamikaze nel centro della capitale Grozny. Secondo i primi dati diramati dal ministero dell'Intreno ceceno le vittime sarebbero quattro agenti di polizia e un civile che al momento dei fatti si trovavano in via Maiakovski e in via Primo Maggio. Qui, secondo i testimoni, un individuo a bordo di una bicicletta si sarebbe fatto esplodere davanto ad una sede della polizia. Pochi minuti fa, intanto, il governo di Mosca ha bollato come "idiota" la rivendicazione fatta dai guerriglieri del Battaglione dei Martiri sulla loro implicazione negli attentati alla centrale idroelettrica siberiana e alla stazione di polizia di Nazran, in Inguscezia. Tanto il Cremlino, quanto la magistratura russa, hanno sempre dichiarato che la tragedia del 17 agosto in Siberia è stata dovuta alla fatiscenza della diga di costruzione sovietica. Il presidente russo Vladimir Putin che in queste ore è ritornato sul luogo della strage ha promesso un equo risarcimento alle famiglie delle ventisei vittime. Anche il consiglio di amministrazione della RusHydo, società proprietaria della centrale, ha deciso di stanziare 1 milione di rubli (31.300 dollari) alle famiglie delle ventisei vittime accertate.
L'episodio di oggi a Grozny aumenta il numero degli attacchi in Cecenia che negli ultimi mesi, insieme alle altre due repubbliche caucasiche di Inguscezia e Daghestan, ha subito decine di attacchi terroristici. In quello del 15 luglio scorso perse la vita Natalya Estemirova nota attivista politica e grande amica di Anna Politkovskaja giornalista della Novaja Gazeta freddata nell'ascensore di casa sua il 7 ottobre del 2006