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"Sia gloria a Dio! Il 17 agosto attraverso i nostri sforzi un'operazione sovversiva è stata compiuta in Khakassia alla diga di Sayano-Shushenskaya". Questo è il macabro passaggio della lettera, pubblicata dal sito www.kavkazcenter.com, con la quale il gruppo Battaglione dei Martiri ha rivendicato la strage alla grande centrale idroelettrica russa di lunedì scorso. Prima ancora di un chiarimento da parte degli inquirenti ecco che i ribelli ceceni si dichiarano responsabili del disastro alla centrale siberiana, la più grande del Paese e quarta al mondo, che è costata la vita ad almeno ventisei persone oltre alle quarantanove che risultano attualmente disperse. Il gruppo separatista ceceno di appartenenza islamica avrebbe anche rivelato inquietanti particolari dell'operazione. "Nella sala macchine - si legge nel messaggio - siamo riusciti a piazzare una granata anticarro con un timer, la cui deflagrazione ha provocato danni maggiori di quelli che ci eravamo immaginati".
Sempre nell stessa missiva i ribelli hanno affermato di essere dietro l'attentato kamikaze nella sede centrale della polizia a Nazran, in Inguscezia, che ha causato la morte di venticinque persone e il ferimento di varie decine. Le due azioni farebbero parte di un piano ben preciso organizzato da Doku Umarov, leader ceceno attualmente latitante, che avrebbe deciso di dichiarare una "campagna di guerra economica alla Russia sul suo territorio". La strategia prevede un attacco algi oleodotti, alle centrali elettriche e alle linee di alta tensione di tutto il Paese.