21/08/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



Sarebbero decine le imbarcazioni incontrate ma nessuna avrebbe offerto aiuto ai migranti. Polemiche con Malta per la mancata tempestività nel fornire informazioni sul barcone

E' una vicenda molto triste quella che nelle ultime ore ha colpito Lampedusa. L'imbarcazione con 5 cittadini eritrei giunta ieri nelle acque italiane inizialmente aveva a bordo dalle 75 alle 78 persone. Solo in cinque si sono salvati. Gli altri hanno perso la vita in mare durante il viaggio che per loro rappresentava la speranza di un futuro migliore. "Siamo arrivati in cinque. Gli altri sono morti e li abbiamo gettati in mare" racconta uno dei superstiti. La vicenda, però, ha ancora lati oscuri. "Siamo stati alla deriva più di venti giorni" continua il giovane eritreo "abbiamo incrociato almeno dieci imbarcazioni ma solo un pescatore si è fermato a darci acqua e cibo". In queste ore i cinque eritrei sono sottoposti a controlli sanitari per via delle loro precarie condizioni di salute aggravate dalla lunga traversata e dalla permanenza alla deriva per venti giorni.
Nel frattempo potrebbero scatenarsi le polemiche diplomatiche con la vicina Malta. La segnalazione della presenza del barcone, infatti, sarebbe giunta da La valletta solo nella mattinata di ieri quando l'imbarcazione si trovava a meno di venti miglia dalle coste dell'isola, nei pressi del confine con le acque di competenza italiana, senza specificare, però, da quanto tempo il barcone dei migranti era monitorato dalle autorità.
Intanto, alcuni cadaveri sono già stati recuperati dalla guardia costiera maltese. Un'inchiesta è stata aperta dalle forze di sicurezza italiane per accertare se le versioni rilasciate dai cinque superstiti siano veritiere.

Per saperne di più: Fortress Europe

Parole chiave: immigrati, lampedusa, malta
Categoria: Migranti, Popoli
Luogo: Italia