09/12/2003versione stampabilestampainvia paginainvia



Esplode una bomba nei pressi della Piazza Rossa
Cremlino“Non posso fornirle informazioni dettagliate sull’evento, se non che l’esplosione è avvenuta alle 10.53, orario di Mosca (circa le 9 in Italia). La polizia sta controllando le strade vicino all’hotel e interrogando le persone che si trovavano nella zona. Nessuno del nostro staff può recarsi lì”.
A parlare è il responsabile delle relazioni pubbliche dell’Hotel Nation, con vista sul Cremlino e sulla Piazza Rossa, nel centro della capitale russa. A qualche metro da lui, questa mattina una bomba ha ucciso 6 persone e ne ha ferite altre tredici. “L’hotel non ha avuto danni importanti, solo un vetro rotto. Stiamo tutti bene, anche i clienti non hanno riportato ferite. Non c’è panico. Continuiamo a lavorare come sempre”.

Un tentativo immediato di ritornare alla normalità in attesa di sapere qualcosa: “la polizia sta lavorando per capire cos’è successo. Aspettiamo notizie. Il numero dei feriti lo conosciamo attraverso internet”.
Per ora nessuno esce dal prestigioso albergo, nel cuore di Mosca. Sul marciapiede, fuori dalle entrate principali, giacciono i corpi colpiti dalla deflagrazione, tra cui quello senza testa di una donna: l’attentatrice kamikaze che portava con sé 6 chilogrammi di tritolo. Ne è esploso solo uno, confezionato con chiodi e pezzi di metallo: 4 persone sono morte all’istante e almeno 7 sono in fin di vita.

Poco distante, a quell’ora, il presidente russo Vladimir Putin incontrava al Cremino, sede del governo, i parlamentari della Duma (camera bassa del parlamento). La prima riunione all’indomani della schiacciante vittoria del presidente nelle elezioni legislative di domenica: 37,11 per cento dei voti al partito da lui guidato, “Russia Unita (Er), e arrivato primo in tutte le regioni del paese. La sensazione che la strage sia un attacco al successo di Putin ha avuto una prima conferma: “Si tratta sicuramente di un azione terroristica legata alle elezioni della Duma”, dice il portavoce del sindaco moscovita, Yuri Luzhkov. Mentre quest’ultimo precisa che le donne suicide dovevano essere due. Ragazze che si aggiravano nella zona chiedendo dove fosse la Duma.

Nation hotel E’ un giorno nero per la Russia. I 500 osservatori internazionali dell’Organizzazione per la cooperazione e la sicurezza in Europa (Osce) denunciano “distorsioni” nei risultati elettorali: “il partito di Putin avrebbe sfruttato gli enormi vantaggi che derivano dal disporre dell’apparato statale e della maggioranza dei mezzi di comunicazione”. A queste si aggiungono l’accusa di Washington: “voto poco corretto” e una valanga di critiche dalla stampa mondiale che scrive di brogli e risultato “sovietico”. In Cecenia, devastata dalla guerra tra forze governative e guerriglieri separatisti, gli osservatori non erano presenti per motivi di sicurezza e Russia Unita ha ottenuto il 90 per cento dei voti.

A ridosso del confine con la piccola provincia, venerdì scorso un gruppo di attentatori si è fatto esplodere su un treno. I viaggiatori erano per lo più lavoratori e studenti. Ne sono morti 44 e più di cento sono rimasti feriti. Il governo ha accusato della strage gli indipendentisti, mentre questi hanno negato oggi ogni responsabilità e hanno accusato i servizi segreti russi di aver organizzato l’esplosione nei pressi del Nation e della Piazza Rossa. E’ il secondo attentato avvenuto quest’anno nella capitale. A luglio un’altra bomba era esplosa a un concerto rock causando 15 vittime.

Francesca Lancini

 
Categoria: Guerra
Luogo: Russia