20/08/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



Un fumetto racconta "la banalità del male" durante la seconda guerra civile in Uganda

Scritto per noi da
Chiara Pracchi

Che il fumetto potesse essere un buon mezzo espressivo per raccontare la complessità e la follia della guerra, ce lo aveva già dimostrato Ari Folman con l'ottimo Valzer con Bashir. E' come se il realismo artificiale che si viene a creare su una tavola da disegno scavasse quella distanza necessaria fra noi e le cose che ci permette di sopportarle e di viverle. Il lettore può sempre rifugiarsi nell'artificiosità del disegno per allontanare da sé le atrocità della storia, salvo poi recuperarle attraverso la serietà della sceneggiatura. Esattamente come avviene in Unknown Soldier, dove la violenza viene usata per raccontare la guerra civile, che ha insanguinato l'Uganda fra il 1987 e il 2002.

Unknown Soldier è un personaggio dal volto sfigurato, sempre coperto dalle bende, creato originariamente nel 1966 per raccontare la seconda guerra mondiale. Joshua Dysart, lo sceneggiatore, e Alberto Ponticelli, il disegnatore, ne hanno recuperato i caratteri esteriori per catapultarlo in una dimensione completamente diversa: da agente segreto campione di mimetismo nel fumetto degli anni sessanta, Unknown Soldier diventa il dottor Lwanga Moses, convinto pacifista, desideroso di tornare nel Paese, che ha lasciato da bambino, per dare una mano al suo popolo. La storia inizia con il conferimento a Lwanga di un premio umanitario e finisce con l'uccisione di un ragazzo da parte dello stesso, nel momento in cui la violenza diventa la soluzione ad ogni problema anche per lui. Perché Unknow Soldier non tratta solo della brutalità esteriore della guerra, ma anche delle trasformazioni che avvengono all'interno delle persone.

Dysert racconta di essersi interessato agli estremisti religiosi dopo l'attentato dell'11 settembre alle Torri Gemelle. In questo modo è avvenuto il suo incontro con Joseph Kony, capo dei ribelli ugandesi del Lord's Resistance Army e "messaggero" di Dio in terra, dotato di poteri soprannaturali. Ma la documentazione trovata su internet non poteva essere sufficiente per raccontare una guerra che in 17 anni ha lascito a terra ventimila persone. Così all'inizio del 2007, dopo che nell'estate precedente era stato concordato un cessate il fuoco, Dysart parte per l'Uganda dove vive con il popolo Acholi e visita Kampala ed Entebbe. Ciò che porta a casa sono storie troppo forti per essere raccontate in un fumetto e una seria dedizione per la causa che lo induce a scrivere anche un blog informatissimo e aggiornatissimo sull'Uganda. Oltre a mille foto utilizzate da Ponticelli per ricreare ambienti e personaggi.

Nel suo blog Dysart scrive: "Io ho visto persone al punto più basso della loro vita, poi sono tornato a casa e ho trasformato il tutto in un fumetto di guerra e azione. Facciamo del nostro meglio per non sfruttare semplicemente la vita di queste persone, ma nel mio cuore non sono sicuro che questa sia la cosa giusta da fare". In altri momenti, invece, lo sceneggiatore si mostra più fiducioso nel fine del suo lavoro: "Questo fumetto è una sorta di calvario per me. Ogni mese è una battaglia scriverlo. Viaggiare nell'Africa orientale, vivere con gli Alcholi, i Lango e i Baganda, stare nelle loro case, mangiare alla loro tavola, assistere alla gioia e ai dispiaceri della loro vita.... Nulla nella mia vita può essere paragonato a queste esperienze e far rientrare tutta questa umanità viva dentro ad un libro di guerra, non è facile. Alcune volte mi domando se è la cosa giusta da fare, ma il fatto che la gente legga questo blog, lasci un commento e si faccia coinvolgere nella discussione ... mi fa sperare che la decisone commerciale che abbiamo preso con questo libro ci porti davvero a diffondere nuove idee sull'Africa".

Considerando l'argomento e l'impostazione, così diversa dal solito racconto di guerra, il libro ha venduto discretamente ed è stato accolto positivamente dalla critica che lo ha giudicato "allo stesso tempo rilevante per la vita reale e visceralmente entusiasmante", al punto da nominarlo per un Eisner Awards, gli oscar dei fumetti, nella categoria "nuove storie" . Il prossimo 26 agosto la Vertigo, la casa editrice che pubblica il fumetto, farà uscire la ristampa della serie completa in edizione da collezione. E se si dovesse decidere per far proseguire la storia, Dysart ha promesso di voler raccontare anche i finanziamenti che arrivano ai ribelli, il ruolo delle corporation nel conflitto e i test farmaceutici illegali che vengono condotti sulle popolazioni indigene. Non resta da sperare che le vendite vadano bene e che la casa editrice scelga di andare avanti.