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A due giorni dalle cruciali elezioni del 20 agosto in Afghanistan, due razzi hanno colpito il Palazzo Presidenziale e il quartier generale della polizia, entrambi situati nel cuore di Kabul: non ci sono stati feriti, ma il duplice attacco è il segnale della guerriglia alle istituzioni afghane che le consultazioni non si svolgeranno in forma pacifica. Razzi lanciati dai talebani sulla città di Jalalabad, città afgana non lontana dalla frontiera con il Pakistan, hanno invece causato almeno dieci feriti. Lo hanno riferito fonti mediche. Ma Ajmal Pardes, direttore del Dipartimento della Sanità di Jalalabad ha precisato che almeno dieci civili sono rimasti feriti dall'esplosione dei razzi, fra cui quattro donne e quattro bambini. Secondo fonti delle forze di sicurezza di Kabul, un primo ordigno si è abbattuto sulla Presidenza della Repubblica, causando gravi danni anche all'interno della struttura; poco dopo e' stata la volta della sede centrale delle forze dell'ordine, che si trova a poca distanza. Gli attacchi sono quindi stati rivendicati a nome dei Talebani da un loro portavoce, Zabihullah Mujahid, il quale parlava via telefono satellitare da un'ignota localita'; Mujahid ha anzi accennato a quattro razzi, ma senza specificarne i bersagli. Soltanto sabato scorso era stato preso di mira con un camion-bomba condotto da un kamikaze il Comando dell'Isaf, la Forza Internazionale di Assistenza per la Sicurezza guidata dalla Nato: sette civili afgani erano morti e un centinaio di altre persone erano rimaste ferite, compresi diversi militari occidentali; tra questi ultimi, lesioni aveva riportato anche un soldato italiano. E' la terza volta dall'inizio di agosto che i guerriglieri ultra-islamici assaltano la capitale con salve di razzi, un tipo di attacco che negli anni precedenti era sempre rimasto estremamente raro.