09/02/2004
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In tutto il Centro e Sud America aumentano le esercitazioni di truppe statunitensi
Dal 2001, stiamo assistendo, in queste zone, ad una vera e propria
militarizzazione" : le parole sono del nobel per la pace Adolfo
Perez Esquivel e di Patricia Bustamante, intervistati per
telefono a Buenos Aires. Entrambi lavorano al Serpaj , il Servizio Pace
e Giustizia che Esquivel ha fondato nel 1974 e che oggi presiede. Di
stampo cristiano, il Serpaj ha come obiettivo la promozione dei diritti
umani, della giustizia sociale e di quella economica, "senza le
quali-dicono gli intervistati- non c'è pace".
Il Serpaj , in Argentina, ha più volte denunciato operazioni militari autorizzate
e non. Può farmi qualche esempio? A. P. ESQUIVEL: Le operazioni Cabañas 2000 e2001 , che si svolsero
rispettivamente a Cordoba e Salta, in Argentina, e coinvolsero 1500
ufficiali provenienti da Stati Uniti, Cile, Bolivia, Ecuador, Paraguay,
Perù, Uruguay.
Contro la nostra costituzione, le Cabañas avvennero senza il consenso
del Parlamento. Solo con quello del Governo. Il Serpaj e l'
Associazione Americana di Giuristi presentarono un ricorso alla
Giustizia. Ci fu risposto molto tempo dopo, quando ormai le truppe
erano addirittura già uscite dal Paese. Ci fu detto che il ricorso non
aveva più senso: sono questi i nostri meccanismi giuridici,
perversi e fatti per lasciare la popolazione indifesa.
Dietro le operazioni Cabañas ci fu un fatto che vale la pena
ricordare. Gravissimo. Quando il Governo chiese l'autorizzazione per le
esercitazioni, presentò in Parlamento anche un documento dove si diceva
che ' in caso di conflitto le organizzazioni sociali e gli organismi
non governativi sarebbero stati considerati nemici potenziali '.
Le operazioni si sono intensificate negli ultimi anni? P. BUSTAMANTE: Ci sono sempre state, ma dal 2001 sembrano in
aumento. Oltre alle Cabañas, ci furono la
Operacion Fluvial , nell'agosto 2001, a Entre Ríos, con 400 uomini; la
Operaciòn Fuerzas Unidas , con truppe statunitensi e argentine; le
Araex eTamba , nella privincia di Misiones. E poi le Águila I,
II, III , a San Luis.
Come venite al corrente di queste manovre militari? P. BUSTAMANTE: Attraverso i giornali locali o le segnalazioni della
gente. Ma è difficile saperlo: le operazioni avvengono in zone di
selva, lontano dai centri abitati. Nella maggior parte dei casi non c'è
dibattito in Parlamento, oppure vengono presentate sotto altri nomi. E
ancora, c'è l'omertà dei politici: nel 2002, il presidente Duhalde negò
publicamente l'esistenza di alcune esercitazioni, proprio mentre erano
in corso.
Quanto durano e quanti militari coinvolgono? P. BUSTAMANTE: Da qualche giorno a 4-5 mesi, utilizzano dai 400 ai 1500
uomini, oltre ad elicotteri e aerei. A volte ci sono solo soldati
statunitensi, a volte anche truppe latinoamericane. All'operazione
Cabañas 2000 , ad esempio, parteciparono Perù, Ecuador, Uruguay,
Paraguay.
Qual è lo scopo delle esercitazioni? P. BUSTAMANTE: Servono a conoscere il territorio. E quindi a
controllarlo. Sia da un punto di vista strategico (le operazioni
avvengono in zone interessanti per risorse o posizione geografica) sia
da quello del conflitto sociale. L'America Latina è marchiata a fuoco
da esperienze come quelle della Scuola delle Americhe , da cui sono
usciti i nostri peggiori dittatori: Pinochet, Somoza,Videla, Noriega...
Chiusa la famigerata scuola, temiamo che queste esercitazioni siano una
sua ripetizione sotto altre forme.
Nel processo di militarizzazione, quanto influirà l' Alca , l'Accordo
di Libero commercio delle Americhe, con il quale gli Usa, nei prossimi
anni, vorrebbero unire in una sola area economica Stati Uniti, Canada e
America Latina? A.P. ESQUIVEL: Gli Stati Uniti sono una potenza capace di applicare la
forza per introdurre le proprie politiche economiche. Non ascoltano
l'Onu, disconoscono la Corte Penale Internazionale, rifiutano gli
accordi di Kyoto.
Se l'America Latina aderirà all'Alca (il Cile l'ha già fatto lo scorso
febbraio), aumenteranno disoccupazione, fame e i conflitti sociali.
E in caso di conflitto, chi saranno i nemici? Quelli indicati per le
operazioni Cabañas 2000 e2001 : le organizzazioni sociali e gli
organismi non governativi. Saremo io, tu, il nostro vicino...I nemici
non verranno da fuori. Saranno interni: saranno i popoli.
Quali altri paesi sono coinvolti, oltre all'Argentina? A.P. ESQUIVEL: Un po' tutti. Il processo di militarizzazione avviene
anche attraverso alcuni grandi accordi regionali: il Plan Colombia (per
la Colombia e i paesi limitrofi) e il Plan Puebla Panamà , che riguarda
le regioni meridionali del Messico, il Centroamerica e i Caraibi. Il
primo è un piano di lotta al narcotraffico; il secondo, un progetto di
sviluppo economico e di infrastrutture in Centroamerica. In realtà,
entrambi sono modi per controllare militarmente ed economicamente delle
zone strategiche.
E le basi militari? A.P. ESQUIVEL: Gli Stati Uniti stanno aumentando le loro basi in tutta
l'America Latina. Ne creano di nuove o prendono il controllo di quelle
esistenti. Così è successo a Manta, in Ecuador, col pretesto della
lotta al narcotraffico. Lo stesso hanno cercato di fare in Brasile,
nella base di Alcantara. Oggi ci sono nuove basi in Colombia, Perù,
Porto Rico, Arruba e Curaçao, Cuba, Honduras. E altre in progetto in
Salvador e nella Terra del Fuoco Argentina.
Lei ha scritto che la dominazione, prima di essere politica, militare o economica,
è culturale. In che senso? A.P. ESQUIVEL: Le faccio un esempio: oggi il neoliberalismo, prima
ancora che materialmente, si impone attraverso il 'pensiero unico'. Ci
viene fatto credere, cioè, che il mondo in cui viviamo sia il solo
possibile, con il suo consumismo, il suo ‘libero' mercato e con la
povertà come fattore 'naturale', strutturale, inevitabile. Nulla di più
falso: la povertà ha sempre una causa e dipende da precise scelte
politiche. E il ‘libero mercato’ non ha nulla di libero. Mai è
stato più protezionista di oggi. I paesi ricchi sovvenzionano le
proprie produzioni e impongono condizioni impossibili ai poveri
attraverso il Fondo Monetario Internazionale, l’aumento dei tassi di
interesse, le privatizzazioni, il debito estero... tutte misure che
conducono a perdita di sovranità, povertà, sfruttamento, esclusione
sociale. Un altro esempio: solo dopo aver eliminato la testa pensante
del paese, negli anni 70, la dittatura argentina potè imporsi
militarmente ed economicamente (fu essa a varare il sistema
economico che ci ha condotto alla situazione odierna).
La dominazione culturale, in quel caso, avvenne attraverso la repressione. Di
intellettuali, sindacalisti, studenti ...
Fu la premessa necessaria al neoliberismo degli anni successivi.
Paola Erba