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Paul Schaefer, arrestato la settimana scorsa a Buenos Aires, è stato estradato
ieri mattina in Cile. Su di lui gravano pesanti imputazioni: abusi sessuali su
minori, sequestro di persona, tortura, omicidio. Schaefer è il fondatore della
'Colonia Dignidad', una 'fattoria' che sorge su un terreno di 17 mila ettari nella
regione di Parral, 240 chilometri a sud di Santiago. La colonia, popolata da circa
300 persone, in prevalenza tedeschi, è stata teatro di ogni forma di abuso. Definita
dallo 'Stein' una psico-setta, la comunità viveva nella totale soggezione e obbedienza
al suo leader. Schaefer, che predicava una forma di culto basato su un messianesimo
apocalittico con elementi antisemiti e anticomunisti, controllava ogni dettaglio
della vita degli adepti: chi poteva sposarsi e con chi e quando le coppie potevano
avere figli. Questi ultimi, all'età di due anni venivano tolti alle famiglie per
vivere in grandi dormitori collettivi, separati dai genitori. Erano previste punizioni
psicologiche e corporali: isolamento, frustate, iniezioni di droghe. Solo quando
alcuni membri riuscirono a fuggire attraverso i recinti di filo spinato controllati
da guardie e cani emersero i segreti di 'Colonia Dignidad'. A tutt'oggi sono 26
le denunce di violenza sessuale a carico di Schaefer o dei suoi collaboratori.
A queste si sommano frodi fiscali per centinaia di milioni di dollari.
Una ricchezza nascosta. La colonia nacque come istituto di beneficenza: forniva assistenza e cure gratuite
ai bambini della povera comunità agricola di Parral. Prosperò grazie a un regime
fiscale esentasse. Col tempo i suoi interessi si diversificarono, e le relazioni
con la destra cilena e coi militari della dittatura si fecero sempre più intense
e proficue. Si calcola che il giro d'affari, tra proprietà immobiliari e fondiarie
e partecipazioni in compagnie minerarie, agricole e commerciali, si aggiri intorno
ai 5 miliardi di dollari. Ma l'aspetto più oscuro della colonia, definita da Sergio
Laurenti, direttore di Amnesty International Cile "il fantasma della democrazia
cilena", sono i torbidi rapporti del guru Schaefer con ufficiali militari della
dittatura e rifugiati tedeschi in Sudamerica. Non erano infrequenti visite alla
colonia di Manuel Contreras, capo della Dina, la polizia segreta di Pinochet.
Sparizioni e processi 'insabbiati'. Nella metà degli anni '70, l'insediamento donò uno dei suoi edifici ai servizi
segreti cileni. Secondo le testimonianze di chi fuggì dalla comunità, nella struttura
vennero torturati e uccisi numerosi oppositori politici. Tra le presunte vittime
della 'Colonia Dignidad' Boris Weisfeiler, matematico americano scomparso nei
pressi della colonia nel 1985; Modesto Vallejo, militante del Mir (Movimento de
Izquierda revolucionaria), visto per l'ultima volta all'interno della colonia
nel 1976; Alvaro Villar, dissidente anch'egli del Mir, scomparso nel '74. Per
25 anni 'Colonia Dignidad' ha vissuto al riparo da inchieste giudiziarie grazie
alle connivenze con la dittatura. Successivamente, avvocati o giudici compiacenti
hanno abilmente ritardato i casi, allungando indefinitamente la durata dei processi, insabbiandoli
o archiviandoli. La minaccia di un suicidio collettivo dei membri della setta
ha impedito fino al '96 irruzioni della polizia. Da quel momento iniziò la latitanza
di Schaefer: le autorità giudiziarie perquisirono più volte la colonia, ma Schaefer
riuscì sempre a nascondersi nel labirinto di cunicoli sotterranei, o a fuggire
all'estero. Venerdì scorso 30 poliziotti si sono presentati al residence 'La Tortuguita',
periferia di Buenos Aires, pronti a irrompere nell'appartamento di Schaefer. "Non
è necessario", ha risposto l'ottantaquattrenne tedesco mentre protendeva le mani
per farsi ammanettare.Luca Galassi