14/03/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



Arrestato il capo di una enclave tedesca teatro di abusi, torture e connivenze con la dittatura cilena
Paul SchaeferPaul Schaefer, arrestato la settimana scorsa a Buenos Aires, è stato estradato ieri mattina in Cile. Su di lui gravano pesanti imputazioni: abusi sessuali su minori, sequestro di persona, tortura, omicidio. Schaefer è il fondatore della 'Colonia Dignidad', una 'fattoria' che sorge su un terreno di 17 mila ettari nella regione di Parral, 240 chilometri a sud di Santiago. La colonia, popolata da circa 300 persone, in prevalenza tedeschi, è stata teatro di ogni forma di abuso. Definita dallo 'Stein' una psico-setta, la comunità viveva nella totale soggezione e obbedienza al suo leader. Schaefer, che predicava una forma di culto basato su un messianesimo apocalittico con elementi antisemiti e anticomunisti, controllava ogni dettaglio della vita degli adepti: chi poteva sposarsi e con chi e quando le coppie potevano avere figli. Questi ultimi, all'età di due anni venivano tolti alle famiglie per vivere in grandi dormitori collettivi, separati dai genitori. Erano previste punizioni psicologiche e corporali: isolamento, frustate, iniezioni di droghe. Solo quando alcuni membri riuscirono a fuggire attraverso i recinti di filo spinato controllati da guardie e cani emersero i segreti di 'Colonia Dignidad'. A tutt'oggi sono 26 le denunce di violenza sessuale a carico di Schaefer o dei suoi collaboratori. A queste si sommano frodi fiscali per centinaia di milioni di dollari.
 
Recinti e filo spinatoUna ricchezza nascosta. La colonia nacque come istituto di beneficenza: forniva assistenza e cure gratuite ai bambini della povera comunità agricola di Parral. Prosperò grazie a un regime fiscale esentasse. Col tempo i suoi interessi si diversificarono, e le relazioni con la destra cilena e coi militari della dittatura si fecero sempre più intense e proficue. Si calcola che il giro d'affari, tra proprietà immobiliari e fondiarie e partecipazioni in compagnie minerarie, agricole e commerciali, si aggiri intorno ai 5 miliardi di dollari. Ma l'aspetto più oscuro della colonia, definita da Sergio Laurenti, direttore di Amnesty International Cile "il fantasma della democrazia cilena", sono i torbidi rapporti del guru Schaefer con ufficiali militari della dittatura e rifugiati tedeschi in Sudamerica. Non erano infrequenti visite alla colonia di Manuel Contreras, capo della Dina, la polizia segreta di Pinochet.
 

L'ospedale della coloniaSparizioni e processi 'insabbiati'. Nella metà degli anni '70, l'insediamento donò uno dei suoi edifici ai servizi segreti cileni. Secondo le testimonianze di chi fuggì dalla comunità, nella struttura vennero torturati e uccisi numerosi oppositori politici. Tra le presunte vittime della 'Colonia Dignidad' Boris Weisfeiler, matematico americano scomparso nei pressi della colonia nel 1985; Modesto Vallejo, militante del Mir (Movimento de Izquierda revolucionaria), visto per l'ultima volta all'interno della colonia nel 1976; Alvaro Villar, dissidente anch'egli del Mir, scomparso nel '74. Per 25 anni 'Colonia Dignidad' ha vissuto al riparo da inchieste giudiziarie grazie alle connivenze con la dittatura. Successivamente, avvocati o giudici compiacenti hanno abilmente ritardato i casi, allungando indefinitamente la durata dei processi, insabbiandoli o archiviandoli. La minaccia di un suicidio collettivo dei membri della setta ha impedito fino al '96 irruzioni della polizia. Da quel momento iniziò la latitanza di Schaefer: le autorità giudiziarie perquisirono più volte la colonia, ma Schaefer riuscì sempre a nascondersi nel labirinto di cunicoli sotterranei, o a fuggire all'estero. Venerdì scorso 30 poliziotti si sono presentati al residence 'La Tortuguita', periferia di Buenos Aires, pronti a irrompere nell'appartamento di Schaefer. "Non è necessario", ha risposto l'ottantaquattrenne tedesco mentre protendeva le mani per farsi ammanettare.

Luca Galassi

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